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Amelia, l'antica città umbra
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Dall'alto di uno sperone roccioso l'antica città di Amelia domina le vallate dei fiumi Tevere e Nera. Protetta dalle sue mura ciclopiche del VI secolo a.C., che ancora oggi meravigliano il viandante, conserva intatto tutto il fascino della città medioevale.
 

Il viaggio sulla rete autostradale che dal Sud porta al Nord è sicuramente noioso e io preferisco spezzarlo programmando delle soste intermedie in località interessanti. La mia attenzione questa volta è caduta su una delle città umbre più antiche, Plinio data la sua costruzione addirittura nel 1134 a.C. Quando, ancora lontana, mi appare comprendo che non mi pentirò di aver scelto Amelia per una sosta.

La posizione strategica su un' altura che domina le valli dei fiumi Tevere e Nera ha reso questo centro abitato molto importante al punto di dotarla tra il VI- V secolo a. C. di una ampia cinta muraria alta 8 metri e composta da grandi blocchi di pietra sapientemente incastrati l'uno all'altro.

E' da questi antichi massi che parte la mia visita alla città, non prima però di essermi fatto immortalare da un generoso passante appoggiato a questa eccezionale opera della perizia umana.

Una volta varcata la porta Leone, (una delle antiche porte cittadine), accedo ad un abitato

che ha ben conservato l'antica architettura medioevale fatta di stradine su cui si affacciano le botteghe artigiane. Il mio opuscolo informativo mi invita a raggiungere la parte alta di Amelia dove sono posizionati alcuni tra i suoi monumenti più interessanti. Una breve sosta presso un belvedere dove osservare il panorama delle valli circostanti e poi dritto alla cattedrale che domina l'acropoli. Tra le opere religiose volte a istruire i fedeli vengono orgogliosamente esposti due stendardi presi ai turchi durante la grande battaglia navale di Lepanto.


Nelle vicinanze dell'edificio sacro si trova la torre civica dalla caratteristica base dodecagonale costruita intorno all'anno mille utilizzando pietre di riuso provenienti da precedenti costruzioni romane o alto medioevali. La storia di Amelia mi ha molto interessato soprattutto per quanto riguarda la determinazione con cui ha difeso la sua autonomia di libero comune pur essendo sempre rimasta leale elemento dello Stato pontificio. Raggiungo piazza Marconi proprio per vedere la testimonianza di quel periodo storico costituita dalla Tribuna dei Banditori dove gli araldi annunciavano i provvedimenti presi dal governo locale.

Gli amerini sono molto legati al loro passato medioevale e ci tengono ad ostentarlo in quello che può essere considerato l'evento del luogo: il palio dei colombi. Una competizione tra le contrade che prevede anche un corteo storico in costumi del XIV sec. I figuranti celebrano la millenaria amicizia con la città di Roma ricevendo appena fuori le mura un potestà, attualmente nominato dal sindaco di Roma, a cui consegnano le chiavi di Amelia per poi accompagnarlo al Palazzo Comunale, dove avviene il giuramento degli Officiales.


Anche il rinascimento ha lasciato le sue tracce ben visibili nei palazzi gentilizi: Palazzo Farrattini, Palazzo Nacci, Palazzo Geraldini e Palazzo Petrignani, (del secolo XVI ma in stile rinascimentale dove è allocata la Pinacoteca Comunale). Ultima tappa prima di riprendere il viaggio non può che essere il museo archeologico dove si conservano le testimonianze dell'epoca preromana, romana e alto medioevale. Un ricco campionario di reperti tra cui spicca la statua in bronzo di Germanico, il grande generale vissuto circa 2000 anni fa.

Vedi informazioni su Amelia ->

Ettore Panella

 
 
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