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Cilento: mare da bandiera blu e suggestivi itinerari
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Terra dai mille volti e dalle mille esaltanti realtà, da Paestum al Golfo di Policastro, il Cilento da scoprire: spiagge da Bandiera Blu e centri interni di straordinaria bellezza per una vacanza indimenticabile.
 
 

Anche per l’anno 2010 la Fee, Foundation for Environmental Education, ha premiato il Cilento assegnando la prestigiosa Bandiera Blu ad Agropoli Castellabate, Montecorice con le frazioni di Agnone e Capitello, Pollica con Acciaroli ed il borgo marinaro di Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola – Palinuro, Vibonati – Villamare, Sapri. L’ambito riconoscimento viene assegnato sia agli approdi che alle spiagge in base alla qualità delle acque, della costa, ricca di testimonianza geomorfologiche, unica nel Mediterraneo, dei servizi, delle misure di sicurezza e dell’educazione ambientale. È recente l’ufficiale istituzione, con i decreti dei Ministri di Ambiente ed Economia, delle due Aree Marine Protette di “Costa degli Infreschi e della Masseta” e di “Santa Maria di Castellabate”, dotate di caratteristiche e di fascino, facendo diventare il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano il più grande d’Europa (con i suoi 181.000 e più ettari a terra ed i 9.000 a mare).

Una curiosità imperdibile: la neve sul mare a Palinuro? Assurdo? Ma vero. Il fenomeno si ripete con continuità in una delle grotte più belle della costa cilentana. La Sala della Neve, paradiso dei sub, è una grotta sulfurea spettacolare: sul suo pavimento esistono tre depressioni a forma di imbuto e da una di queste fuoriesce la sorgente sulfurea principale. Il flusso di acqua ha una velocità di circa 15 mt al minuto: è visibile in superficie, ma va ad accumularsi sul soffitto della grotta creando una patina biancastra che sovrasta l’acqua del mare. La pellicola, talvolta sfilacciata, si stacca poco per volta dalle pareti a causa delle bolle dei subacquei da cui deriva il particolare e caratteristico effetto nevicata.

A Pioppi non può mancare una visita al castello Vinciprova. L’edificio, risalente alla dominazione aragonese, affascina dal punto di vista architettonico e per la sua posizione a ridosso del mare. Dai tratti barocchi e le decorazioni che risentono delle influenze moresche, presenta due torri merlate con relativi terrazzi. Ospita il Museo del Mare, al piano, terra, con vasche che riproducono l’ambiente marino, e, al piano superiore, il Museo Vivente della Dieta Mediterranea Ancel Keys, contenente una serie di documenti che riconducono al lavoro dello studioso americano svolto in queste zone. A Pollica è possibile vedere anche il castello dei principi Capano, con la sua possente torre quadrata ed alcuni affascinanti ambienti quali l’ugliaro, il frantoio, i posti di guardia, le stalle e la stanza di S. Alfonso, dove avrebbe soggiornato S. Alfonso de’ Liguori.

Fare un tuffo nelle limpide acque significa anche fare un viaggio nell’arte, nella cultura e nelle tradizioni cilentane. Il turismo della zona può contare su un ambiente ricchissimo di attrattive paesaggistiche e culturali e su un ampio ventaglio di testimonianze storiche. Dagli abissi strapiombanti di Palinuro agli scogli tranquilli di Acciaroli, il paesaggio che il Cilento offre al visitatore conserva un incanto primitivo, dove dominano grandiosi e selvaggi boschi di faggio, rifugio del lupo, si aprono grotte e scorrono acque limpide e fresche, regno del merlo acquaiolo e della più numerosa popolazione italiana di lontra, si innalzano vette e rupi montane sorvegliate da falchi ed aquile, si annidano e si confondono grotte e santuari rupestri, abbazie e mura antiche, piccoli centri e vetusti borghi medioevali molto suggestivi ancora abitati. L’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano si estrinseca in una notevole varietà e complessità di ambienti: dagli aspri e lussureggianti scenari dei massicci montuosi, con estese faggete sui monti, fiumi incontaminati ad ampi tratti di costa marina intatta.

Un’uscita in battello sul lago, un’escursione lungo il fiume alla scoperta della flora tipica, la possibilità di adocchiare specie animali ormai rare e di capire come funziona un polo naturalistico unico nel Sud Italia. Sono solo alcune delle opportunità offerte dall’Oasi del fiume Alento, che si estende per circa 3000 ettari seguendo il percorso del fiume omonimo e dei suoi affluenti. Uno spazio ideale per il turismo ambientale e sostenibile che si trova in località Piano della Rocca a Prignano Cilento. Oltre la diga, alta 43 mt e lunga 600 a contenimento di un invaso profondo da 20 a 45 mt, c’è di più. Un ambiente fatto di macchia mediterranea, praterie, bosco misto di latifoglie e foreste a galleria lungo le sponde del fiume. Ma anche zone umide ricoperte di canneti ed aree coltivate ad olivo, vite, frutteti. Habitat in cui trovano rifugio specie a rischio di estinzione come la lontra, la tartaruga palustre, l’occhione e la ghiandaia marina. Unitamente al lago principale, ve ne sono altri sette più piccoli, dotati di capanni per il birdwatching, che formano una zona umida di richiamo per gli uccelli acquatici. Situato nel cuore del Cilento, Prignano Cilento è uno dei primi paesi del Parco: il complesso urbano è costituito dal centro di Prignano e dalle frazioni di Melito (di notevole interesse storico il suo borgo antico dove si può ammirare una splendida Torre medioevale) e S. Giuliano. Sono presenti sul territorio ancora oggi oltre 160 case rurali. La struttura geologica del suo territorio favorisce la formazione di numerose sorgenti d’acqua. Bellissimi panorami si possono ammirare dalla piazzetta della chiesa di S. Nicola, che risale al XIII sec. L’interno diviso in tre navate è notevole per la sua ampiezza e per i suoi cinque altari di finissimo marmo bianco di Carrara. Inoltre, nel paese, si possono ammirare palazzi gentilizi con i loro portali. In particolare merita una sosta Palazzo Cardone, costruito intorno al 1700, quando i Cardone furono nominati marchesi di Prignano. La struttura appare in tutta la maestosità delle sue tre ali, i terrazzi, il tetto spiovente con gli annessi comignoli ed il vecchio parafulmini, a sinistra ed a destra dell’ingresso due torri merlate.

Stefania Maffeo

 
 
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