Matera: Capitale Europea della Cultura per il 2019

Il torrente Gravina scorre nella profonda fossa naturale che delimita i due antichi rioni della città: “Sasso Barisano” e “Sasso Caveoso”. Sull’altra sponda c’è la Murgia. Gli antichi rioni chiamati “Sassi”, assieme con le cisterne ed i sistemi di raccolta delle acque, sono la caratteristica peculiare di Matera. Si tratta di originali ed antichi aggregati di case scavate nel tufo, a ridosso di un profondo burrone, la “Gravina”. È un esempio di città troglodita, in cui l’uomo della preistoria ha usato le caverne naturali a scopo abitativo e di ricovero degli animali. Successivamente l’intervento antropico ha scavato altre caverne e ne ha compiuto delle “facciate” con murature delimitando i varchi delle porte e delle finestre.

L’unicità di Matera risiede anche nella continua presenza umana, che, senza interruzione, copre tutte le età dell’uomo. Al Paleolitico inferiore (150.000 anni fa) risale l’Uomo di Altamura, uno scheletro umano rinvenuto a pochi km dalla città che, ad oggi, è il più antico ritrovamento dell’Uomo di Neanderthal oggi esistente.

La struttura urbana consta di parti di varie epoche: quella più antica, dei Sassi congiunti, dallo sperone della Civita, con il Duomo; la parte medievale – rinascimentale lungo “il Piano”, ai bordi dei Sassi; alla fine, la città nuova con rioni molto eleganti realizzati dai più noti architetti italiani. Matera infatti è un centro molto vivace, con una cultura che vive di fatti contemporanei e di storia.

Alcuni grandi Maestri del cinema hanno ambientato i loro film in questo suggestivo ambiente, che per le sue peculiarità è stato il primo sito al mondo (1993) dichiarato dall’Unesco “paesaggio dell’umanità da tramandare alle generazioni future” e li ha elencati tra le 395 meraviglie del mondo.

 

Testi: Stefania Maffeo

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