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STORIA

Il significato del toponomastico “Angri” ha origine dalle caratteristiche geomorfiche del sito. Il nome, infatti, deriverebbe dalla voce del tardo latino angra, connessa al concetto di acqua appantanata, un fenomeno, quello dell’affioramento della falda acquifera, che ha caratterizzato già in epoca antica il territorio.

Per la prima volta la città è menzionata in un Codice Diplomatico Cavense dell’856. Come centro urbanizzato, quindi, Angri sorge solo in età relativamente tarda. Ciò non significa che prima dell’età medievale non esistessero insediamenti abitativi nel territorio. Importanti scoperte archeologiche hanno mostrato la presenza, già durante l’età romana, di insediamenti di tipo paganico, costituito, cioè, da un addensarsi di vari cascinali ed appezzamenti poderali.

Nell’alto Medioevo gli abitanti di Nocera, di cui Angri era un ‘casale’, oppressi dalle continue invasioni dei barbari, presero a stanziarsi in varie località del territorio, compreso il borgo di Angri, denominato Terra (cioè struttura abitativa fortificata).

Tra il ‘900 ed il 1000 la famiglia straniera degli Ardingon, di origine normanna, si stanziò sul lato orientale di Angri, dando vita al casale detto Ardinghi. Intorno alla metà del 1200 Angri fu data in feudo, ora parziale, ora totale, a vari signori, tra cui i Zurlo, fino ad arrivare al 1600, quando i signori Doria ottennero che il feudo si erigesse a Principato. Carlo II d’Angiò ed i suoi successori elevarono al grado di nobiltà varie famiglie angresi, quali i Coronato, i Concilio, i Risi, i Rodi. Da Angioina la città divenne Aragonese, quando, tradito dal fratello Francesco, nel 1438, Giovanni Zurlo non riuscì ad impedire ad Alfonso d’Aragona di impadronirsi della città, abbandonando il feudo.

Con soli duemila abitanti, nel XV secolo, Angri divenne comunità autonoma, Universitas (modo con cui si indicavano i comuni) Terrae Angriae. Durante il 1600, oltre ai soprusi degli Spagnoli, ci furono gravi calamità naturali: eruzioni vulcaniche, terremoti, siccità, alluvioni e peste. Il popolo invocò pubblicamente la protezione di S. Giovanni che divenne il Santo Patrono. Nel 1700, con l’avvento dei Borboni, Angri perse ogni impronta di originalità, mentre, allo stesso tempo, si dissolsero anche le ultime tracce di feudalità. Nel 1806, con circa seimila abitanti, l’Università si trasformò in Comune.

Durante la Rivoluzione Francese, con l’avvento a Napoli dei Repubblicani, gli Angresi innalzarono l’albero della libertà e, nel 1859, con l’avvento al trono di Francesco II, suonarono la maggiore campana della Chiesa di S. Giovanni, che, al primo tocco, si ruppe. Così gli Angresi aspettarono l’infausto presagio, che si avverò quando cominciarono, con la venuta di Garibaldi, dimostrazioni tra borbonici e nazionalisti, che portarono al passaggio dal governo borbonico a democrazia. Iniziarono una serie ininterrotta di lotte municipalistiche, che videro l’affermazione della borghesia.

 

 

 

 

 

 

 

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Testi: Stefania Maffeo

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