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Monumenti e bellezze naturali

 

  • Basilica di S. Nicola: dedicata al Santo Patrono, è in tipico stile romanico pugliese. La chiesa a tre navate custodisce le spoglie del santo (presso la cripta). All’interno vi è un trono episcopale marmoreo del 1105 e la tomba di Bona Sforza, duchessa di Bari. La chiesa di S. Nicola è anche Basilica palatina. Come tale in passato si schierò generalmente con il potere centrale e fu protetta da Normanni ed Angioni e da tutti i sovrani che si avvicendarono sul trono di Napoli ricevendone preziosi doni. Una sezione interessante riguarda numerosi frammenti in pietra e marmo provenienti da arredi dispersi o smembrati, nonché dal pretorio bizantino. Conserva anche i candelieri del XII secolo donati da Carlo d’Angiò, codici miniati ed antichi antifonari oltre pergamene, bolle papali e codici liturgici. La Basilica fu iniziata dall’Abate Elia e dai Normanni nel 1087 e venne completata nel secolo seguente. Lo splendido edificio conserva insigni opere d’arte, tra cui un ciborio del XII secolo, l’altare di San Nicola in lamina d’argento (1684) ed una Madonna e Santi di Bartolomeo Vivarini. Si presenta come un possente ed elegante edificio, con la semplice facciata coronata da bifore ed enfatizzata da lesene. L’interno è a tre navate separate da tre archi con colonne bizantine e sormontate da un matroneo. La volta della navata principale è barocca, mentre quella delle laterali è a crociera. Nel presbiterio si conservano le opere più importanti, come il prezioso pavimento XII secolo e la cattedra del vescovo Elia, posta dietro l’altare. Nella monumentale cripta, che ha la volta sorretta da 28 colonnine con capitelli bizantini e romanici, sono ospitate sotto l’altare le reliquie di S. Nicola, da cui stilla santa manna, un liquido un tempo conservato dai fedeli in bottiglie artisticamente decorate. Di fronte alla facciata è stato costruito il Portico dei Pellegrini, risalente al XIII secolo.
  • Cattedrale: in stile romanico pugliese presenta un finestrone notevole nell’abside, interni solenni e codici preziosi conservati presso i suoi archivi. Iniziata con forme bizantine nel 1034, venne distrutta e ricostruita tra il 1170 ed il 1178 dedicandola a S. Sabino, primo patrono della città. È  una basilica a finto matroneo, modellata in parte sulla vicina Basilica di S. Nicola. In una pergamena conservata nella sacrestia si legge un Exultet, un raro documento dell’XI secolo: dalla prima parola della preghiera pasquale Exultet (esulti) deriva il nome dei rotoli di pergamena dove era riprodotta la preghiera stessa, con tutta una serie di figurazioni miniate, eseguite a rovescio rispetto al testo per permettere ai fedeli di vederle mentre il diacono leggeva, adorno di stupende miniature ed annotazioni per il canto. Nel Museo Diocesano sono raccolti opere d’arte, arredi sacri ed un lapidario. Bellissime da vedere la cripta che conserva i resti di S. Sabino e la trulla, sul fianco sinistro, una costruzione cilindrica che funse da battistero (oggi è una sacrestia). All’interno della chiesa, sull’altare maggiore, è posta l’icona della Madonna di Costantinopoli, portata in salvo da monaci orientali nel 730.
  • Palazzo della Provincia: vi è una ricca pinacoteca, che conserva numerose opere legate alla storia della città; cospicua è la raccolta di icone e sculture medievali, importantissima la collezione di quadri veneti, memori di un antico legame con la città lagunare (vi sono opere di Tintoretto, Paolo Veronese e Paris Bordon) e quella contemporanea (Fattori, Lega, Cremona, De Nittis).
  • Castello svevo: storicamente attribuito a Ruggero il Normanno, è un edificio a forma di trapezio con quattro torri angolari (una è detta di S. Francesco, perché qui dimorò il santo in uno dei suoi numerosi viaggi) del 1131, ampliato e restaurato da Federico II di Svevia.  Di particolare interesse sono gli elementi architettonici, come le belle colonne con capitelli in stile corinzio, riconoscibili dalle decorazioni a foglie d’acanto, finestre a bifore ed un bel portale gotico. Ospita il Museo della Gipsoteca, che accoglie calchi in gesso di sculture ornamentali di monumenti religiosi e civili di Puglia. Tra i più rilevanti le riproduzioni di importanti esempi di plastica pugliese come la Porta dei Leoni della Basilica di S. Nicola di Bari, la lunetta e gli stipiti del portale della Cattedrale di Altamura.
  • Stadio di S. Nicola: progettato da Renzo Piano in occasione dei Mondiali di calcio Italia ’90, si posa come una navicella spaziale su di una collinetta circondata da ulivi e frutteti.
  • Museo dell’Acquedotto: l’acqua diventa arte. E’ stato inaugurato nel 2000 ed in realtà ospita due piccoli, ma interessantissimi musei: uno dedicato alla storia dell’Acquedotto e l’altro al patrimonio artistico realizzato da Cesare Brunetti ed arredato da Duilio Cambellotti per arredare il Palazzo dell’Acquedotto. Al piano terra si trova una mostra fotografica riguardante il cantiere ed il laboratorio di chimica degli anni Trenta; in questa parte si vede chiaramente l’intenzione dei decoratori di simboleggiare l’acqua in ogni particolare.
  • Museo Etnografico: monili, armi e strumenti musicali africani raccolti da missionari cappuccini in Africa. Si tratta per lo più di oggetti artigianali realizzati in legno. Ci sono trofei di caccia, esemplari di flora locale e minerali rinvenuti in Mozambico e Zambesia inferiore. Non mancano oggetti lavorati in avorio, monete d’epoca coloniale portoghese, collezioni, filateliche ed argenteria. In mostra vi sono anche libri di autori europei che riguardano l’Africa e che rappresentano i primi testi sulle usanze, i costumi, i riti africani.
  • Giardino Umberto: ricco di palme, di alberi e di aiuole, conserva uno dei più notevoli monumenti che l’Italia abbia innalzato a Re Umberto, opera di pregevole fattura del molfettese Filippo Cifariello. Lo rappresenta a cavallo ed è realizzato in pietra dura.
  • Ateneo: edificio costruito nel 1832 su disegno dell’ingegnere Castelli e la direzione del costruttore barese, il geniale Buonvino. Da ammirare è la magnifica Aula Magna, affrescata dal Prayer. Ospita il Museo archeologico, il più ricco del genere in Puglia, che raccoglie materiale della società apula.  Ci sono raccontate tutte le antiche popolazioni che hanno abitato le terre della Daunia (il Tavoliere), della Peucezia (la Terra di Bari) e della Messapia (il Salento).
  • Chiesa di S Ferdinando: fu costruita nel 1848 per far dimenticare a Ferdinando di Borbone i propositi dei Carbonari del 1820 e dei liberali dell’ultima rivoluzione.
  • Corso Vittorio Emanuele: una delle strade più ampie e belle d’Italia (era chiamato “lo stradone”), che divide nettamente la città nuova dalla vecchia. All’angolo con Via Cavour vi è un palazzo la cui prima pietra fu posta solennemente dal Re Gioacchino Murat per sanzionare la deliberazione dell’ampliamento del borgo di Bari.
  • Palazzo Fizzarotti: ideato dall’architetto Corradini. Ricorda i palazzi veneziani ed è ricco di fregi, di vetri istoriati, di affreschi, di mobili preziosi e di mosaici policromi.
  • Teatro Margherita: ospita il Museo Storico e la biblioteca di guerra, con preziosi cimeli e tutta la bibliografia sul periodo bellico.  
  • Teatro Petruzzelli: uno dei più grandi e belli d’Italia, progettato da Angelo Messeni verso la fine dell’Ottocento, è ricco di ori, affreschi e statue. Il suo telone raffigura il trionfo del doge Orsoleo che liberò Bari dall’assedio dei Saraceni, splendida opera di Raffaele Armenise. Nella notte tra il 26 ed il 27 ottobre 1991 il teatro fu distrutto da un incendio doloso.
  • Chiesa Russa: fu voluta dallo zar Nicola II negli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale. In quel tempo erano numerosi i pellegrini che venivano a pregare dalla Russia sulla tomba di S. Nicola e lo zar volle costruire la grande casa del pellegrino annessa alla chiesa dalla tipiche cupole moscovite. Un pope vi esercita le funzioni religiose secondo il rito greco – ortodosso russo.
  • Monumento Ossario dei Caduti: si trova nel cimitero ed è un’opera che ha riflessi nell’architettura assira. Il monumento è rappresentato da due murate ai fianchi di un arco centrale di trionfo.
  • Chiesa di S. Gregorio: piccolo edificio in stile romanico – pugliese dell’XI secolo, al cui interno è custodita la veneratissima icona di S. Nicola.
  • Piazza Mercantile: vi si affaccia il palazzo detto Sedile dei Nobili, costruito nel XVI secolo, con torre dell’orologio ed un bel loggiato, in cui si radunavano gli amministratori della città. Nella piazza sorge anche la “Colonna della Giustizia”: la tradizione vuole che, in epoca lontana, coloro che non pagavano i debiti venissero qui legati e frustati.
  • Lungomare Nazario Sauro: affacciato sul verde Adriatico, costeggia per 15 km, partendo da molo S. Nicola, la Bari nuova e la collega ai popolosi centri marittimi dell’estremo Sud.  A metà percorso si apre, quasi isola protesa sul mare, la “rotonda”, panoramico spazio che sottrae il lungomare all’intenso traffico cittadino, meta obbligata delle passeggiate estive dei Baresi.
  • Palazzo della Prefettura: struttura dalle linee severe, che, nel 1859, ospitò la corte borbonica di Napoli durante gli ultimi mesi del regno.

 

 

 

 

 

 

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Testi:
Stefania Maffeo

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