|
Storia
Sull’altura che domina l’odierna città era presente un insediamento di controllo dei Sanniti. Il nome "Campobasso" deriverebbe dall’espressione "campus vassorum", ossia luogo di residenza dei vassalli del feudatario. Le fonti storiche datano l’atto di nascita di Campobasso all’epoca della dominazione longobarda in Italia. Risale all’anno 878 un documento stilato da un monaco della badia benedettina di S. Sofia in Benevento in cui si fa menzione di Campobasso (Campibassi). Questo atto, reperibile come Codice Vaticano Latino 4939, è il "Chronicon Sancte Sophie" ed è stato redatto al tempo in cui Adelchi era principe di Benevento. Nel periodo longobardo e successivamente durante l’egemonia normanna, Campobasso assunse un’importanza economica sempre crescente riuscendo a diventare la "capitale" della Contea sotto la signoria dei di Molisio (primo esponente fu Ugone di Molisio, genero di Ruggero il Normanno). Tra i documenti storici del periodo compreso tra l’anno 1000 ed il 1300 spicca la "Pancarta Campobassana" del 1277 in cui trentadue campobassani denunciarono a Carlo I d’Angiò le angherie ed i soprusi del feudatario Roberto di Molise. Il Quattrocento costituì per Campobasso un’età d’oro per l’intraprendenza dei Monforte, divenuti feudatari del borgo (fu coniata la moneta di bronzo detta tornese). Secondo alcuni storici i Monforte sarebbero stati i discendenti dei Monfort di Francia e d’Inghilterra, scesi in Italia al seguito di Carlo D’Angiò. Il personaggio di spicco dei Monforte fu il Conte Cola detto anche il "Campobasso" di cui parla anche Benedetto Croce. Egli si distinse per le sue virtù militari durante la lotta di successione al Regno di Napoli tra Angioini ed Aragonesi. Alla fine del Quattrocento, con la sconfitta degli Angioini, che i Monforte avevano appoggiato, Campobasso passò agli Aragonesi ed in seguito ai De Capoa. Morì a Campobasso il 1 marzo 1383 Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde. Agli inizi del Cinquecento i De Capoa divennero feudatari della città. Nel 1530 divennero signori di Campobasso i Gonzaga, seguiti dai Vitagliano nel 1638 e, successivamente, dai Carafa. La vita cittadina era animata da confraternite due delle quali, quella dei Crociati e dei Trinitari, in forte contrasto fra loro. Le rivalità nascevano dalla volontà di affermare la supremazia di una classe sociale sull’altra. Diversi e violenti furono gli scontri fra queste fazioni che insanguinarono, per buona parte del secolo, le strade della città. Le due confraternite posero fine alle lotte fratricide solo nel 1587, con la mediazione di Fra Geronimo da Sorbo. In queste drammatiche vicende si inserisce la tragica storia d’amore tra Delicata Civerra (crociata) e Fonzo Mastrangelo (trinitario). Il loro matrimonio venne impedito dalle rispettive famiglie. Fonzo fuggì e si arruolò nella milizia. Delicata Civerra, per il dolore, si ammalò e morì proprio nel giorno in cui le parti avverse fecero pace. Il Mastrangelo, ricevuta la triste notizia della morte dell’amata, abbandonò tutto ed entrò nell’ordine francescano. Alla morte del duca Carafa, Campobasso chiese di riscattare il feudo. Nel periodo che va dal 1728 al 1735 membri della borghesia capeggiarono la rivolta. Scoppiarono numerosi e cruenti tumulti per sottrarre la città ai feudatari, ma solo nel 1739 i Campobassani, al prezzo di ingenti sacrifici, riscattarono il feudo e scelsero come loro signore il conte Salvatore Romano, un contadino con molti figli per assicurare la discendenza. Nel 1755 Carlo di Borbone re di Napoli concesse a Campobasso il rango di città modello. Con la rivoluzione Napoletana del 1799 la città fu assegnata al Dipartimento del Sangro e dichiarata capoluogo di Cantone. Nel 1806 venne elevata a città principale del Distretto divenendo, più tardi, capoluogo della Provincia di Molise. Nel 1814, allorquando Gioacchino Murat autorizzò la costruzione di nuovi edifici fuori delle mura medioevali, la città si espanse nel piano in un disegno di matrice anch’essa murattiana. Dopo il plebiscito del 1860 passò all’Italia. L’occupazione militare alleata durante la seconda guerra mondiale, messa in essere dalle truppe canadesi, ed il relativo controllo amministrativo - politico fu presenza costante per circa due anni tanto che la città venne ribattezzata "Canada Town" o "Maple Leafe City" (città della foglia d’acero). La bonifica del territorio da ordigni bellici, iniziata nel gennaio 1945 e terminata a novembre 1948, determinò un elevato tributo di sangue pagato. Per la preziosa opera dei rastrellatori civili di mine l’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, con decreto del 28 aprile 1995, concesse alla città la Medaglia di Bronzo al Merito Civile.
Copyright StarNetwork s.r.l. Testi: Stefania Maffeo |