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Monumenti e bellezze naturali
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Castello Manforte: di probabile formazione longobarda, è una severa costruzione merlata ad opera del conte Cola Monforte del 1450, ricostruita nel 1456-1463. Posto sulla cima del Montebello che sovrasta Campobasso, l’edificio si presenta come un massiccio quadrilatero con ingresso principale, ora non più utilizzato, rivolto verso la città sottostante. Ci sono tracce del ponte levatoio e delle torri laterali poste a difesa. Le finestre, poche e quadrate, sono piccole tanto che si confondono con le feritoie. Svetta in alto una grande torre rettangolare, che attualmente ospita la stazione meteorologica dell’aeronautica militare. Alla sommità delle mura vi è una lunga sequenza di merli guelfi. Al di sopra dell’attuale ingresso, prospiciente un ampio piazzale, vi è lo stemma dei Monforte composto da una croce contornata da quattro rose. Salendo la gradinata si arriva sulla terrazza dalla quale si ammira un panorama ampio e suggestivo: si vedono i resti delle mura osco-sannite, la struttura a ventaglio del borgo antico, la città di Campobasso ed i tanti paesini intorno. In parte l’edificio è attualmente adibito a Sacrario dei Caduti della Seconda Guerra Mondiale.
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Cattedrale della SS: Trinità: nel 1504 fu eretta per volere del feudatario Andrea de Capoa al di fuori della cerchia muraria feudale. In essa ebbe sede la confraternita della Trinità, soppressa nel 1809, divenuta celebre nel XVI secolo per le lotte con quella dei Crociati. Distrutta dal terremoto del 1805, fu ricostruita su progetto dell’architetto Berardino Musenga ed è la chiesa più rappresentativa della città. La facciata ricalca lo stile neoclassico. L’interno è diviso in tre ampie navate: in quelle laterali si aprono due grandi cappelle, mentre nella centrale è possibile ammirare, sovrastante l’altare maggiore, un elegante baldacchino sostenuto da capitelli corinzi. Nella navata di sinistra è situato il fonte battesimale di granito a forma di vasca quadrata risalente al 1745. Dietro l’altare sono situati il coro, realizzato in noce, ed il magnifico organo. Le vetrate policrome rappresentano i santi difensori del dogma della Trinità: S. Agostino, S. Ilario, S. Anastasio e S. Nicola. La torre campanaria è coronata da una bizzarra e pittoresca cuspide ricoperta di maioliche variopinte.
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Convitto Mario Pagano: l’edificio, di mole imponente, si sviluppa su tre piani nel corpo centrale e su due nelle sezioni laterali. La facciata presenta al piano terra un ampio portale centrale ed una serie di finestre leggermente arcuate. All’interno vi sono ambienti spaziosi, lunghi corridoi ed una magnifica aula magna arricchita da quadri dei pittori Romeo Musa e Marcello Scarano, riproducenti usi e costumi della Regione. Nell’oratorio è possibile apprezzare un dipinto rappresentante la Natività proveniente dalla Galleria Pitti di Firenze. L’edificio si affaccia su un giardino, impiantato alla fine dell’Ottocento, che è un vero tesoro botanico grazie alla presenza di specie pregiate e rare. Tra gli alberi primeggia la sequoia gigante, che ben si è adattata al clima della città raggiungendo un’altezza imponente. Altra vera rarità è il Ginkgo biloba originario della Cina, noto per la forma a ventaglio delle sue foglie e per il colore: verde intenso in primavera ed un acceso giallo oro in autunno. Il cedro del Libano crea, infine, un angolo caratteristico con i lunghi rami che si sporgono oltre l’inferriata.
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Municipio: presenta un ampio porticato che fa da atrio ed un’elegante facciata a tre piani, sormontata da un quadrante d’orologio. Nell’androne si erge un’imponente statua equestre di S. Giorgio, patrono della città. Nell’ala destra del palazzo pubblico è presente una piccola cappella dedicata a S. Maria della Libera.
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Banca d’Italia: l’elegante palazzo è a tre piani. La facciata laterale offre una visione architettonica più scenografica: infatti, essendo leggermente arcuata, sembra quasi voler accogliere l’austero monumento a Gabriele Pepe. All’interno sono conservati preziosi dipinti di artisti molisani, tra cui Nicola Biondi, Arnaldo De Lisio e Francesco Paolo Diodati. I quadri rappresentano gli episodi più importanti della storia molisana: l’ingresso di Ferrante I Gonzaga in Campobasso, la visita di Papa Alessandro III a Termoli e di Papa Celestino V ad Isernia, il riscatto di Campobasso dal dominio feudale, la morte di Amedeo VI di Savoia detto il Conte Verde, la pace fra Crociati e Trinitari, l’arrivo del re Vittorio Emanuele II a Venafro.
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Chiesa di S. Antonio Abate: fu edificata nel 1572. E’ il monumento più rappresentativo dell’arte barocca a Campobasso. La decorazione interna è seicentesca e di grande ricchezza, secondo il gusto barocco. L’interno è ad una navata con un magnifico altare maggiore realizzato in marmo nel 1748. Sulle pareti laterali vi sono quattro altari intagliati in legno e rivestiti di oro zecchino. Nella chiesa sono presenti pregevoli dipinti di Guarino da Solofra: sua è la tela di S. Benedetto del 1643. Numerosi i dipinti sulle pareti del presbiterio di scuola napoletana del XVII e XVIII secolo. Sul lato sinistro è situato un notevole organo del 1696, impreziosito dalla fine decorazione ad intaglio e dal ricco rivestimento in foglia d’oro. Caratteristica è la statua lignea di S. Francesco realizzata dallo scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno.
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Chiesa di S. Bartolomeo: sorge su una terrazza naturale che si affaccia sul borgo antico. Il portale, del XIII secolo, è formato da un arco che poggia su colonne cilindriche con capitelli e foglie bizantine. La lunetta sottostante l’arco del portale è divisa in due sezioni: nella prima è raffigurato un Cristo Redentore benedicente alla greca, nella seconda sono riprodotti i simboli dei quattro evangelisti e di altre otto figure che dovrebbero rappresentare i dottori della chiesa sulle cui teste campeggia una mano espressione dell’onnipotenza divina. L’interno è formato da tre navate con archi a tutto sesto. Alla destra dell’abside è conservata una targa capovolta che risale al I secolo dell’impero romano probabilmente di origine funeraria. Il campanile conserva ampi finestroni di stile rinascimentale.
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Chiesa di S. Giorgio: edificio di stile romanico in pietra viva, sorge ai piedi del castello Monforte. Alcune fonti storiche ne testimoniano l’esistenza fin dall’anno 1099, essendo stata costruita sui resti di un antico tempio dedicato ad Ercole. Originariamente ad una sola navata, nel 1428 vi furono aggiunte due navate laterali con cappelle gentilizie. Sopra il portale una lunetta, formata da un grosso blocco calcareo e divisa in due zone semicircolari, reca un agnello crocifero decorato con foglie. Sui muri perimetrali spiccano vari conci recuperati ed inseriti in archetti rappresentanti un pellicano sul fianco destro ed una testa d’asino a sinistra. Un terzo concio riproduce una personificazione del sole. S. Giorgio è venerato come patrono della città di Campobasso. La tradizione narra come, in occasione di una battaglia svoltasi nel 1200 nei pressi del capoluogo, S. Giorgio operò un miracolo salvando la città. All’interno spicca la Cappella di S. Gregorio con i suoi affreschi trecenteschi.
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Chiesa di S. Leonardo: è stata dal 1300 al 1500 il centro della vita religiosa e civile per gli abitanti del borgo. La chiesa si segnala per la sua aggraziata facciata: presenta un interessante composizione che fonde lo stile romanico con il gotico del XIV secolo. Una lieve gradazione di piano fa acquistare rilievo alle decorazioni nei capitelli. Gli archi a spirale della modanatura centrale salgono fino a racchiudere il bassorilievo dell’agnello crocifero, posto nella lunetta centrale del portale. Di particolare interesse è la monofora laterale romanica, decorata con motivi vegetali, che riporta alla tradizione delle scuole pugliesi.
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Chiesa di S. Maria della Croce: venne fondata in epoca normanna da fedeli che si congregarono nella confraternita dei Crociati. Unica in Campobasso, presenta la cupola al centro dell’edificio. L’interno è diviso in tre navate. Vi si possono ammirare due pregevoli statue in legno raffiguranti S. Nicola da Tolentino e la Madonna della Consolazione. Artisticamente pregevole è anche la statua dell’Addolorata portata in processione il Venerdì Santo.
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Chiesa di S. Maria Maggiore: è l’antica Santa Maria del Monte. La prima notizia sicura della sua esistenza risale al 1354. La facciata ha un paramento murario in pietre di Vinchiaturo con bugne scabre collocate irregolarmente. All’interno ha un pregevole altare in marmi policromi. Particolarmente interessante è la statua della SS. Vergine del 1334, devotamente venerata. Notevoli per la loro sensibilità stilistica sono gli affreschi di Amedeo Trivisonno e di Leo Paglione. Sulla destra dell’ingresso è una cappellina dedicata a S. Padre Pio da Pietrelcina, nella quale sono custoditi gli oggetti appartenuti al santo durante la sua permanenza nel convento attiguo alla chiesa negli anni 1905 e 1909.
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Teatro Savoia: all’interno del teatro si possono ammirare gli affreschi realizzati da Arnaldo De Lisio che rappresentano scene di vita quotidiana e luoghi caratteristici di Campobasso e del Molise. Di notevole suggestione è l’affresco "Il Trionfo dei Sanniti", che copre l’intera volta della platea, a forma di ferro di cavallo. Interessanti sono anche le opere in ferro battuto realizzate dall’artista campobassano Giuseppe Tucci.
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Villa de Capo: la settecentesca villa comunale "De Capoa" è uno dei luoghi più suggestivi della città. L’ingresso principale, con il pregiato cancello in ferro battuto, apre ad un parco di stile classico con viali grandi e piccoli, bordati da curate siepi di sempreverdi, che si intersecano. La presenza di statue, di sedili marmorei e dell’elegante balaustra conferiscono all’ambiente armonia e bellezza creando angoli incantevoli per il riposo e la meditazione nel cuore stesso della città. Le specie vegetali presenti sono varie e degne di attenzione: alte sequoie, possenti cedri del Libano, eleganti cipressi, abeti rossi, profumati tigli continuano ad avere una funzione non solo ornamentale: sono la testimonianza della cultura, del gusto e dell’arte di coloro che tanti anni fa hanno realizzato questo gioiello.
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Casa natale di Paolo Saverio Di Zinno: abitazione dello scultore settecentesco nativo di Campobasso. In particolare è legata al suo nome l’invenzione delle "macchine" o "ingegni" dei Misteri (1740). Si tratta di piattaforme mobili di travi in legno dotate di supporti di acciaio opportunamente ramificati ed articolati in modo da disporre nelle posizioni richieste dalla scena gli attori del dramma sacro, che simulano statue.
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Piazza della Prefettura: è la piazza principale della città, posta, insieme alla contigua Piazza Pepe, al limitare tra il nucleo antico e la parte nuova.
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Palazzo Mazzarotta: notevole palazzo nobiliare ottocentesco, oggi adibito a sede museale.
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Museo permanente del Presepio Guido Colitti: raccoglie quattro presepi miniaturizzati di ogni parte del mondo a partire dal XVIII secolo.
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