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Castelcivita home StoriaTradizioniCome arrivareGROTTE DI CASTELCIVITAMonumenti e bellezze naturaliEconomia

MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI

  • Grotte. Situate ai piedi degli Alburni, lungo la riva destra del fiume Calore, che ne attraversa sovrano il territorio,esse si snodano nelle viscere della terra per oltre 5 km. Abitate sin dal Paleolitico, le grotte di  Castelcivita si presentano al visitatore come un intricato susseguirsi di gallerie e sale, conformazioni geologiche dalle forme più imprevedibili: la sala del castello, del coccodrillo, del deserto, della pagoda ecc.
  • Torre Angioina del XIII sec., oggi sede del Museo della civiltà contadina. Al primo piano sono esposti reperti preistorici del Paleolitico (punte, selci,etc.), provenienti dalle famose grotte di Castelcivita. Al secondo piano è allestita la tipica cucina contadina del ‘700-‘800, con caminetto, sgabelli, suppellettili, stoviglie in terracotta, telai. Al terzo piano è ospitata una ricchissima rassegna di aratri e di attrezzi per la semina, la raccolta, il trasporto e la trasformazione dei prodotti agricoli. Al quarto piano, infine è ricostruita la tipica camera da letto contadina, con letto in ferro battuto, comodino, tinozza in legno, il tutto arricchito da costumi e calzature (zampitti) dell’epoca. L’attenzione del visitatore è richiamata anche da una pregevole raccolta di circa 1500 libri
  • Chiesa del Santo Patrono Cono, risalente al XIV sec. La sua cripta conserva tele e affreschi di pregevole fattura da ricondurre, in parte, alla mano del solimenesco Paolo de Majo. Sulla cantoria fa bella mostra di sé un organo a canne settecentesco con mantici manuali, perfettamente conservato e, funzionante
  • Chiesa di San Nicola, di origine seicentesca, che ospita le splendide tele raffiguranti l’  Annunciazione e la Nascita del Battista, attribuite a Giuseppe Tomaioli, che Luigi Vanvitelli definì, nel 1700 uno dei “migliori pittori del Regno”
  • Chiesa di Sant’Antonio, costruita nel ‘500, dove si può ammirare la splendida tela dell’artista lucano Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa. Il perfetto stato di conservazione, unito al cromatismo brillante e nitido, fanno di quest'opera, della quale esiste una versione gemella a Piaggine, nella chiesa del Convento dei Cappuccini, un passaggio obbligato per apprezzare lo stile di un grande talento del Seicento
  • Cappella della Madonna delle Grazie, costruita intorno al 1500
  • Ex Convento di San Gertrude, costruito nel ‘600
  • Ponte Pestano, più noto come Ponte di Spartaco, ricostruito nel dopoguerra, ma risalente ad epoca romana. La leggenda vuole che fosse attraversato dal ribelle Spartaco e dai suoi seguaci che si ritiravano verso gli Alburni, dopo aver sconfitto l’esercito romano in località Portella di Roccadaspide.

 

 

 

 

 

 

 

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Testi: Stefania Maffeo

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