FURORE, IL PAESE CHE NON C’E’
Terra Furoris è l’antico nome di tutta la zona, così definita per l’assordante sciabordio del mare nelle notti di tempesta. Infatti Furore è costituita dal piccolo borgo posto all’interno dell’omonimo fiordo, sulla riva del mare e dalla parte alta sviluppatasi lungo le pendici dei monti Lattari (il paese, con le sue case disseminate lungo il costone, è praticamente “invisibile” per chi viaggia lungo l’amalfitana).
Possiede una “forma” urbana caratterizzata dall’assenza, quasi totale, di slarghi e piazze. I due siti sono collegati da una lunghissima scalinata, realizzata nel periodo della Repubblica Marinara, grazie alla quale le merci che giungevano per mare venivano trasportate “a spalle” verso il borgo superiore. Questa profonda spaccatura, che s’incunea lungo la costa, crea un panorama quasi dolomitico, rotto tuttavia, dalle cristalline acque del Tirreno, le cui onde si infrangono sul breve bagnasciuga. Un tempo tale insenatura era la dimora di pescatori, abbandonata successivamente, è oggi in via di recupero. Il fiordo si raggiunge percorrendo la strada statale 163 che da Amalfi porta verso Positano; dopo aver oltrepassato la Grotta dello Smeraldo, la strada comincia a scivolare verso il mare; poi una curva ed una breve galleria precedono la meraviglia della natura, “il fiordo di Furore”.
Nel “paese che non c’è” è stato girato l’episodio “Miracolo” con Anna Magnani e Federico Fellini del film “Amore” (1948) per la regia di Roberto Rossellini, grande regista neorealista: una povera folle si fa mettere incinta da un vagabondo biondo e barbuto scambiato per San Giuseppe
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