La sua economia ha subito negli ultimi decenni notevoli mutamenti, passando da una connotazione prettamente industriale fondata sul porto (a partire dal complesso meccanico dell’Ansaldo, dove si costruivano le prime locomotive e navi in ferro in Italia), ad una più moderna basata sui servizi (terziario avanzato, turismo, commercio, ecc.). In questo senso vanno considerati i recenti recuperi di aree fortemente degradate nelle valli dei due principali torrenti cittadini, Bisagno e Polcevera. Il nuovo disegno economico-strategico della città vede una Genova città portuale, turistica e culturale, orientata ai servizi, dove sempre più si afferma anche un’economia a carattere tecnologico, legata all’elettronica ed all’informatica, di carattere privato o multinazionale.
Importante polo industriale fino agli anni settanta, ha uno dei maggiori porti commerciali del bacino mediterraneo. Il porto di Genova è il secondo per importanza e per movimentazione complessiva delle merci dell’intero Mediterraneo, dopo Marsiglia. Conta su importanti terminal per la movimentazione dei container (nel porto nuovo del quartiere di Voltri), moderni attracchi per navi da crociera e traghetti al porto antico, rinomati cantieri per le costruzioni e le riparazioni navali.
Il nome della città è tutt’oggi legato a due settori in particolare: la nautica da diporto (il nome inglese della città corrisponde ad un tipo di vela), e l’industria dell’abbigliamento. La tela comunemente chiamata jeans proviene da un tipo di tessitura realizzata anticamente per confezionare le divise dei balestrieri genovesi che, in epoca medievale, erano l’unico corpo scelto organizzato d’Europa o per la copertura delle galee. Il tessuto blu, molto resistente ed economico veniva utilizzato come grembiule o sorta di gonnello dagli operai del porto, i camalli della Compagnia dei Caravana. Nel campo della moda Genova poi si distingue come patria dell’English stile, perché utilizza colori inglesi, ma anche per la cultura di una città che è considerata la più inglese d’Italia per il carattere riservato dei suoi abitanti.
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