La nascita di Genova va attribuita a tribù liguri. La stessa posizione di Genova rispetto al mare ne determina i rapporti commerciali con Fenici e Greci.
Durante la seconda guerra punica Genova fu legata a Roma da un foedus aequum (patto alla pari), tanto che le truppe romane utilizzarono il caposaldo marittimo genovese per raggiungere la Pianura Padana e contrastare Annibale ed il fratello Magone la devastò e saccheggiò. La ricostruzione avvenne nel 203 a.C. ad opera del proconsole Spurio Lucrezio. Sconfitta Cartagine, Roma puntava ad espandersi verso nord e si servì di Genova come base di appoggio per incursioni, tra il 191 ed il 154 a.C., contro le tribù liguri dell’entroterra, da decenni alleate con Cartagine. Con l’inizio del IV secolo d.C. ebbe inizio il decadimento politico di Roma e la contestuale ascesa di Milano (per lo spostamento della sede arcivescovile per l’Italia settentrionale) e di ciò Genova approfittò per incrementare i propri traffici ed il proprio ruolo strategico.
Le prime basi del colonialismo genovese furono poste con le crociate, durante le quali gli interessi commerciali si spostarono ad Oriente. Fu determinate l’aiuto offerto dai Genovesi per la conquista di numerose città della Terra Santa, prima fra tutte Gerusalemme, con l’intervento tempestivo del capitano Guglielmo Embriaco: con la torre mobile si arrampicò da solo sulle mura della città, incitando i soldati cristiani a fare altrettanto.
Genova fece riconoscere il proprio status di libero comune all’imperatore Federico Barbarossa, realizzando per precauzione in tempi brevissimi una cerchia imponente di mura. Dopo la vittoria della Meloria contro i Pisani (1284) e quella di Curzola contro i Veneziani (1298), Genova affermò progressivamente la propria potenza economica in tutto il Mediterraneo. Nel capoluogo ligure nacque il primo istituto di credito moderno al mondo, il Banco di San Giorgio, al quale venivano spesso affidati i domini d’oltremare e che divenne, in pratica, uno stato nello stato. La conquista turca di Costantinopoli diede uno scossone alla politica estera della Superba (come veniva definita). L’epopea coloniale genovese si manifestò anche attraverso le esplorazioni, eseguite per conto della repubblica o spesso per altri sovrani. Il più celebre navigatore fu Cristoforo Colombo, genovese che scoprì il "nuevo mundo" come lui stesso ad un certo punto lo definì.
Nel 1528 l’ammiraglio Andrea Doria si alleò con l’imperatore spagnolo Carlo V e dette inizio al cosiddetto Secolo d’Oro di Genova. Quando Luigi XIV conquistò la città nel 1684, coinvolse la Repubblica nelle lotte della corona di Francia contro l’impero austriaco, le cui truppe la occuparono nel 1746. Liberatasi grazie ad una sommossa popolare, Genova mantenne il proprio governo come Repubblica aristocratica fino al 1797 e, dopo la parentesi napoleonica, nel 1815, le potenze europee, in gran parte debitrici dall’antico Banco di San Giorgio, decisero la soppressione della repubblica e la sua annessione al Regno di Sardegna. L’abitudine secolare dei Genovesi all’indipendenza si esprime attraverso alcune delle figure più prestigiose del Risorgimento Italiano: Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli, Nino Bixio. Proprio da Genova partì la spedizione dei Mille capeggiata da Giuseppe Garibaldi, che condusse alla formazione del Regno d’Italia. Nel 1892 si svolse il congresso dal quale nacque il Partito Socialista Italiano.
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