STORIA
Le prime tracce documentate di popolazioni nel territorio comunale risalgono al periodo normanno. Su una collina, nei pressi della frazione Capitello, detta oggi “Castellaro”, Ruggiero I, insieme al nipote Ruggiero d’Apulia, costruì un castello a partire dall’anno 1055. Risale invece alla seconda metà del XVI sec. la testimonianza della presenza degli Aragonesi o, almeno, di guarnigioni di soldati. Su un’altra collina ancora oggi si erge una torre di avvistamento, costruita per prevenire gli assalti dei pirati Saraceni: infatti la gente fuggiva verso l’alto, arrampicandosi lungo le ripide colline ove oggi sorgono gli abitati di Ispani e la frazione San Cristoforo. Dalla fine del XVI secolo i Conti Carafa della Spina, fuggendo dalla vicina Policastro, infestata dalla malaria, si stabilirono nel borgo di Capitello.
Secondo un documento conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, datato 1746, Capitello aveva il rango di Borgo, ma Ispani e San Cristoforo non avevano diritto di città, Comune o Borgata e non potevano costruire fortificazioni per difendersi dalle razzie dei pirati. Per tale ragione gli abitanti costruivano le case in piccoli vani e una ridosso all’altra, per impedire il transito di carri lungo le vie. Pian piano anche Ispani e San Cristoforo accrebbero la propria popolazione tanto che nel 1780 Ispani fu eletta addirittura “Università”, cioè Municipalità, dal Governo borbonico di Napoli.
Con l’avvento del Regno d’Italia fu confermato capoluogo del comune e solo durante il periodo fascista, con la fusione dei comuni di Ispani e Santa Marina, fu Capitello la sede del Comune di Policastro. I paesi di Ispani, Capitello e San Cristoforo (che acquisì il nome durante il lungo periodo della dominazione catalana nel Meridione) sono riuniti in un’unica entità amministrativa dalla nascita della Repubblica.
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