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Fu fondata dalla popolazione gallica degli Insubri attorno al VI secolo a.C. Dalla posizione della città, situata nel mezzo di importanti vie di comunicazione derivò il nome Mediolanum. Milano fu conquistata nel 222 a.C. dai consoli romani Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello, ma la conquista fu contrastata dalla discesa di Annibale al quale la popolazione locale si alleò. Per via della sua favorevole posizione di retrovia Milano divenne il più importante centro della Gallia Cisalpina e, sull’onda dello sviluppo economico, nel 49 a.C. venne elevata allo status di municipium civium romanorum. Le ricorrenti invasioni barbariche ne misero in evidenza la sua qualità di avamposto di difesa. Alla crescita dell’importanza militare si accompagnò il riconoscimento politico: nel 286 divenne sede imperiale e divenne residenza di Massimiano, a capo dell’Impero Romano d’Occidente. Nel 313 Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l’Editto di Milano, la pratica del culto cristiano. Nel periodo del Vescovo Ambrogio e dell’imperatore Teodosio I Milano divenne il centro più influente della Chiesa d’Occidente. Fu costruita la basilica di Sant’Ambrogio. Qui Sant’Agostino fu convertito al cristianesimo. Milano rimase capitale dell’Impero fino al 402 quando arrivarono le invasioni dei Visigoti di Alarico ed il titolo passò a Ravenna. Nel 569 si ebbe la calata dei Longobardi e l’arrivo a Milano del loro re Alboino. Nel periodo franco, dopo il 774, si ebbe una ripresa di Milano, in precedenza sovrastata da Pavia, la capitale della Longobardia. Nel 1097, la nascita del consolato (consolatus civium), una magistratura che esercitava le funzioni amministrative e giudiziarie, segnò per Milano il definitivo raggiungimento dell’assetto comunale. Affermata la sua preminenza sulle città padane, Milano rappresentò la principale antagonista di Federico Barbarossa, quando questi si propose di restaurare in Italia l’autorità imperiale, rivendicando i diritti regali ("regalie") che i comuni si erano arrogati. Milano venne devastata gravemente dal Barbarossa nel 1162, ma riuscì a risollevarsi rapidamente e si pose a capo della Lega Lombarda anti-imperiale. Sconfitto Barbarossa a Legnano nel 1176, la pace di Costanza (1183) confermò l’attribuzione delle regalie ai comuni dietro un cospicuo pagamento in denaro all’imperatore. I contrasti sociali all’interno della città si acuirono ed il disordine che ne derivò favorì la nascita di poteri autoritari. Essi costituirono le premesse dello scontro tra Della Torre (o Torriani) e Visconti. Queste si risolsero nel 1330 con l’attribuzione ad Azzone Visconti della Signoria della città, che si concluse con Filippo Maria, morto senza eredi. Si ebbe allora un tentativo di restaurazione dei poteri comunali, la cosiddetta Repubblica Ambrosiana, soffocato nel 1450 da Francesco Sforza, condottiero che era stato al servizio dei Visconti (comandante di una compagnia di ventura, cioè di una compagine di mercenari), che diede inizio alla Signoria omonima. Gli Sforza condussero azioni espansive nell’Italia Settentrionale e Centrale e si scontrarono con la Repubblica di Venezia e con la Signoria di Lorenzo de’ Medici. Nel corso della signoria di Ludovico il Moro, nel 1499, Milano fu la prima delle signorie italiane a cadere sotto gli attacchi delle monarchie nazionali. Con la battaglia di Pavia (1525) Carlo V dette inizio ad un periodo di 170 anni di dominazione spagnola. Si riscontrò una profonda crisi demografica ed economica intorno al 1630 a causa della peste descritta nei Promessi sposi e della calata dell’esercito tedesco. All’inizio del Settecento si assistette alla crisi del Regno di Spagna e nel 1706 Milano venne occupata da Eugenio di Savoia, passando sotto il dominio austriaco, formalizzato dal Trattato di Rastadt nel 1714. Dal 1796 al 1799 fu capitale della Repubblica Cisalpina; dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno Italico napoleonico. Con la Restaurazione la città tornò all’Austria con il Regno Lombardo-Veneto. Il 18 marzo 1848 cominciavano quelle cinque giornate che sarebbero state uno degli episodi più gloriosi del Risorgimento italiano. A Milano il presidio austriaco era comandato dal generale Radetzky, vera espressione della severa mentalità militare austriaca, che non aveva alcuna intenzione di cedere. Ma la città intera combatteva per le vie innalzando barricate, sparando dalle finestre e dai tetti, inviando messaggi per mezzo di palloni alle popolazioni delle campagne per esortarle a prendere parte alla lotta. Per la resistenza furono decisivi gli eroici martinitt, i fanciulli dell’orfanotrofio, che si offrirono come portaordini per collegare i vari punti della città col consiglio di guerra. Il generale Radetzky, vista la difficoltà di resistere nel centro della città e timoroso d’essere attaccato alle spalle dall’esercito piemontese e dai contadini provenienti dalla campagna, preferì ritirarsi. La sera del 22 marzo 1848, gli Austriaci si ritiravano verso il le fortezze del Quadrilatero (zona compresa fra le città di Verona, Legnago, Mantova e Peschiera. Nel 1859, in seguito alla seconda guerra d’Indipendenza, Milano passò a far parte del Regno di Sardegna, trasformatosi nel 1861 nel Regno d’Italia. Nel 1898 (dal 6 al 9 maggio, periodo noto come le quattro giornate di Milano), per il forte rincaro del pane si ebbero scioperi ed agitazioni repressi nel sangue dal generale Bava Beccaris. Tutti i movimenti decisivi, di espansione economica, di recessione e di svolta della storia italiana del ventesimo secolo hanno avuto inizio a Milano. Qui si radicano le prime organizzazioni sindacali; qui nasce il fascismo. La Resistenza viene diretta da Milano ed è qui che ha luogo il suo "atto conclusivo" nel 1945, a piazzale Loreto. La città rappresenta il cuore del miracolo economico che trasforma l’Italia. È la sede del programma televisivo più popolare della storia del paese, Lascia o raddoppia?. È a Milano che Silvio Berlusconi crea il primo impero televisivo privato. La strategia della tensione inizia con la bomba in una banca milanese. È in questa città che la deindustrializzazione degli anni Ottanta colpisce per prima. Milano è il centro della rivoluzione creativa e industriale del design degli anni Sessanta e diventa in seguito una delle capitali mondiali della moda. La storia d’Italia è strettamente collegata a quella di Milano e la storia della città può essere letta anche come storia dell’intera nazione.

 

 

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Testi: Stefania Maffeo

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