|
|
| Napoli home
| Storia | Tradizioni | Come arrivare | Monumenti e bellezze naturali | Il sottosuolo | Galleria fotografica |
|---|
|
| |
Voci dal sottosuolo: interessante itinerario teatralizzato nella Napoli sotterranea per riscoprire un luogo dai risvolti magici nel cuore della città. La Napoli di sotto, il ventre tufaceo della città invisibile, il dedalo di cunicoli, grotte e gallerie che respira sotto la metropoli impazzita.
A quaranta metri di profondità, sotto le vocianti e caratteristiche vie del centro storico di Napoli, si trova un mondo a parte, per molto ancora inesplorato, isolato nella sua quiete millenaria eppure strettamente collegato con la città. E’ il grembo di Napoli, da cui essa stessa è nata. Visitarlo significa compiere un viaggio nel tempo lungo duemila e quattrocento anni.
Dalla zona dell’antico Foro romano (in piazza S. Gaetano) si accede alla visita della "Napoli Sotterranea": un tratto degli antichi acquedotti napoletani, perlustrabili per un’area di diecimila metri quadrati, che in realtà si estende con cunicoli e cisterne per decine di chilometri sotto l’antica città. Tali cunicoli furono scavati in età greca per convogliare le acque provenienti dalle falde del Vesuvio e dotare ogni casa di pozzi per l’acqua potabile. Nel tempo, sono stati ampliati e adibiti a svariati usi (tra cui quello di rifugio antiaereo in guerra) e vi si possono trovare numerose testimonianze dell’antico passato.
In particolare la cava del quartiere Stella, in Piazza Cavour, è una delle cavità del sottosuolo della città di Napoli utilizzate, nei secoli, in vario modo: dall’estrazione del tufo, a cisterne pluviali, a ricovero anti-aereo durante la seconda guerra mondiale. Al suo interno il Centro Speleologico Meridionale ha allestito il primo "Museo del sottosuolo napoletano". Nella cavità, vengono spesso programmate dall’Associazione Culturale NarteA (www.nartea.com), visite, rappresentazioni teatrali ed altri avvenimenti culturali tutti legati al sottosuolo napoletano. Da non perdere quello in programma per sabato 22 novembre alle ore 17.30: un percorso unico tra mito e leggenda, fra cultura e tradizione in una cava sotterranea. Come nel viaggio dantesco della Divina Commedia, una guida, nel ruolo di Virgilio, accompagnerà nel sottosuolo il pubblico che, senza rendersene conto, interpreterà Dante, in una perfetta sincronia fra visita guidata e spettacolo che creerà interazioni con gli attori i quali, ora mantenendo un copione appositamente studiato, ora improvvisando, trascineranno i presenti lontano dalla realtà, in epoche completamente diverse da quella in cui si vive... Fiabe, leggende per grandi e piccini, storia e cultura prenderanno i visitatori per mano e li condurranno, attraverso una piccola "porta" su Piazza Cavour n° 140 ad una profondità di 25 metri, dove Napoli si trasforma in una città tutta da scoprire, tra vicende e misteri del passato che rivivranno grazie ai "personaggi" messi in scena.
Eccezionale testimonianza archeologica, il sottosuolo di Napoli è una meta turistica di fama internazionale. Il percorso delle visite guidate, dopo aver attraversato sale e gallerie di epoche differenti, giunge all’acqua, il cui sfruttamento e trasporto furono gli elementi decisivi per la nascita del sotterraneo.
Ogni epoca, dalla fondazione della Neapolis alle bombe della seconda guerra mondiale, ha lasciato traccia sulle mura di tufo giallo, pietra con cui la città è costruita. I primi manufatti di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell’era preistorica. In principio furono i Greci ad aprire le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alle mura della loro Neapolis del IV secolo. a.C. e scavarono numerosi ambienti per creare una serie di ipogei funerari. Continuarono i Romani che costruirono un grandioso acquedotto e gallerie viarie: grotta di Cocceio e di Seiano. Grandi ingegneri ed urbanisti, dotarono la città di una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino, a 70 Km. di distanza dal centro di Napoli. Altri rami dell’acquedotto di età augustea arrivarono fino a Miseno, per alimentare la piscina Mirabilis, che fu la riserva d’acqua della flotta romana. Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramavano spesso in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore. A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per impermeabilizzare le gallerie.
Nel 1629 un facoltoso nobile napoletano, il Carmignano, costruì un nuovo acquedotto. Agli inizi del 1900 si cessò di scavare nel sottosuolo per l’approvvigionamento idrico, abbandonando così una rete di cunicoli e cisterne di oltre un milione di metri quadrati che attraversava in lungo ed in largo la città. Lo scoppio della seconda guerra mondiale ed i conseguenti bombardamenti ridiede importanza al sottosuolo, le cui gallerie vennero utilizzate come ricoveri antiaerei.
Le escursioni specifiche alle antiche cave ed agli acquedotti nel grembo di Napoli Sotterranea, il cui accesso principale è localizzato alla sommità della caratteristica S. Gregorio Armeno, la via nota in tutto il mondo per l’esclusiva arte presepiale, prevedono anche visite guidate al Teatro Greco, il cui accesso è singolarmente ubicato nel vicino Vico Cinquesanti (così dedicato nel Seicento ai maggiori Santi protettori della città dalla popolazione loro grata per la fine di una durissima pestilenza). L’ingresso è presso un tipico "basso" napoletano ovvero sotto una pesante botola di legno. Con una scala si osserva dall’opus reticolatum delle murature che queste sorreggono gli archi del proscenio di quell’antico teatro greco che vide addirittura il debutto napoletano di Nerone. Da qui, lungo un percorso seminterrato, si possono ammirare i resti, persino le terme ad uso degli attori, di quello che fu il più grande ed importante teatro napoletano salvo poi accorgersi di stare passeggiando sotto una comunissima abitazione popolare il cui balconcino fa da stipite alla porta d’uscita dal percorso sotterraneo, immettendo i visitatori nel colore di un tipico cortile napoletano: in un altro mondo, come lungo un viaggio nel tempo.
Copyright StarNetwork s.r.l. Testi: Stefania Maffeo |
| | meteo |
| |
|
|