Hotel Villa San Michele - Ravello
 
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  • Palazzo Marsico: si presenta con un piano seminterrato ed uno rialzato in conci di pietra con sei paraste in mattoni che lo dividono in cinque comparti; in quello centrale è incluso un portale in pietra chiara con lesene su un alto basamento con arco a tutto sesto di semplice modanatura.

  • Palazzo Bonifacio: edificio ascrivibile al XVII secolo; le pareti esterne si presentano con pochissime aperture per cui il palazzo sembra chiuso intorno al piccolo cortile come un fortino.

  • Torre Guevara: consta di tre piani fuori terra, più una parte interrata, per un’altezza totale di circa 20 mt. Tutt’intorno un piazzale alberato definisce la zona con caratteristiche di belvedere. Dopo i recenti restauri, resi necessari dagli ingenti danni causati dal sisma del 1980, la torre è stata adibita a galleria d’arte.

  • Chiesa di Santa Lucia: ha un prospetto con un portale in pietra calcarea che ha una semplice cornice superiore a sostegno di un elemento modanato che si alza a formare un arco a sesto acuto rialzato all’interno del quale è sistemata una piccola statua di Santa Lucia, opera realizzata dal potentino Michele Busciolano nel 1881. L’interno della chiesa è ad aula unica con un solo altare.

  • Parco di Montereale: la sua stupenda posizione panoramica, ad 800 mt d’altitudine, e la presenza di strutture sportive ne fanno la meta preferita di gite domenicali e di numerose manifestazioni. La toponomastica del rione che circonda il Parco si rifà a nomi di fiori e frutta.

  • Cappella di Maria SS. Annunziata di Loreto: piccola chiesa ancora molto frequentata per l’antico culto alla Madonna di Loreto. Da vedere il dipinto dell’Annunciazione del pittore potentino Buonadonna, che lo eseguì nel 1824.

  • Chiesa di Santa Maria del Sepolcro: costruita nel XIII secolo, conserva la preziosa reliquia del sangue di Cristo, portata dalla Palestina da Ruggero di Sanseverino, vicerè di Carlo d’Angiò. Caratteristica la facciata con un piccolo portico sorretto da esili pilastri. Il portone ligneo è un pregevole esempio del primo ‘500 con intagli a motivi floreali in riquadri geometrici. Tra le opere conservate nella chiesa vanno segnalate la Madonna delle Grazie con San Francesco d’Assisi e San Patrizio, l’Apparizione della Vergine ai Santi Francesco e Rocco e l’Adorazione dei Pastori.

  • Chiesa di San Rocco: è oggetto di grande interesse popolare perchè il santo che vi è venerato è uno dei più cari alla tradizione religiosa potentina. L’edificio risale alla seconda metà del XIX secolo. Si conservano due sculture lignee che rappresentano San Rocco e San Vito certamente della seconda metà dell’800 di discreta fattura.

  • Duomo: è dedicato alla venerazione di San Gerardo Vescovo (1111-1119). Nella Cattedrale è conservato un sarcofago di epoca romana nel quale, nel 1644, il vescovo Michele De Torres fece deporre i resti mortali di San Gerardo. La Cattedrale ha un impianto del tipo a croce latina, ad unica navata.

  • Cappella del Beato Bonaventura: era in origine la casa natale del Beato, trasformata agli inizi del 1900. La cappella è costituita da un solo locale diviso in due vani da un arco a sesto ribassato su pilastri quadrati. La facciata è costituita da un portale in pietra calcarea chiara, di elegante fattura. All’interno, sulla parete destra, è situato un dipinto del Prayer realizzato nel 1949, raffigurante l’ Ultima Cena. L’unico altare è in marmo rosso in forme barocche, di discreta fattura; nella parete sopra di esso è sistemata una tela del pittore potentino Vincenzo Busciolano del 1907. Il dipinto raffigura il Beato Bonaventura in estasi davanti ad un altare con il tabernacolo.

  • Chiesa della Santissima Trinità: è ad aula unica con cappelle laterali non molto profonde ed il transetto con abside. La zona superiore è alleggerita da grandi finestre le quali con la copiosa illuminazione che producono, alleggeriscono anche il controsoffitto a cassettoni con decorazioni in oro.

  • Chiesa di San Francesco: il convento fu fondato nel 1265 e la chiesa nel 1274. Ha l’impianto ad aula unica, molto allungata, conclusa da un’abside la quale è sottolineata da un arcone trionfale, impianto tipicamente francescana. La tipologia della facciata a spioventi e la pietra lavorata faccia a vista sono elementi comuni a molte chiese francescane della regione. La chiesa è caratterizzata da un portale in pietra calcarea di forme durazzesche con una pregevole porta datata 1499: le belle ante di legno sono divise in 46 riquadri intagliati a motivi goticheggianti, alternati con altri su cui sono scolpite strane raffigurazioni umane e di animali, simboli dei primi cristiani, per indicare le diverse virtù come la prudenza, la forza e così via. Sull’altare maggiore da non perdere una tavola di tipo bizantino del XIII secolo raffigurante la Madonna del Terremoto, così chiamata perché venerata come protettrice della città contro i terremoti.

  • Chiesa di San Michele Arcangelo: la sua fondazione dovrebbe risalire a molto tempo prima del 1178 anche perchè la dedicazione a San Michele denuncia origini longobarde. La Chiesa presenta i caratteri tipici dell’epoca romanica e la sua costruzione è attribuita al maestro Barolo di Muro Lucano. L’interno è a tre navate con tre absidi, la navata centrale più alta delle laterali. La parte lignea dell’altare è un importante documento della tradizione artigianale lucana caratterizzata da un elegante apparato decorativo in una scenografia ancora ispirata a moduli cinquecenteschi. Sull’altare maggiore è sistemato un Crocifisso ligneo policromo di pregevole fattura.

  • Museo Archeologico: contiene interessanti reperti preistorici e dell’età greco-romana (alcuni provenienti dagli scavi di Metaponto). Custodisce una notevole raccolta di vasi a decorazione geometrica dalla preistoria al periodo romano, sculture greche e romane, tra cui il famoso Tempietto votivo in marmo con la statuina di una divinità femminile in trono, proveniente da Garaguso, raffinatissimo esempio di arte greca del V secolo a. C. Inoltre, armi e monete, compresa la serie completa del Regno delle Due Sicilie; tra le armi il pezzo più notevole è l’elmo di Vaglio, opera greco – corinzia del V secolo a. C., così chiamata dal luogo del ritrovamento, vicino Potenza. È ospitato in Palazzo Loffredo, che rappresenta una delle rare testimonianze di edilizia nobiliare a Potenza sopravvissute ai distruttivi terremoti. Fu costruito tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo dalla famiglia dei Guevara, feudatari della città, e nel 1604 divenne residenza dei Loffredo.

  • Piazza Mario Pagano: dedicata al patriota condannato a morte dai Borboni nel 1799, chiamata dai Potentini la chiazza. Le fanno corona l’ottocentesco Teatro titolato al musicista Stabile ed i Palazzi di Governo e di Giustizia.

  • Piazza Matteotti: è legata ad una pagina gloriosa della storia della città, quando il vescovo Andrea Serrao, il 3 febbraio 1799, guidò un gruppo di patrioti nell’innalzare l’albero della libertà. Ad un angolo sorge un’edicola votiva di marmo con la statua del Santo patrono Gerardo, opera dello scultore potentino Antonio Busciolano.

  • Scalinata del Popolo: ultimata nel 1892, è composta di sette rampe per un totale di 147 gradini salendo le quali si possono godere begli scorci panoramici sulla città.

  • Via Pretoria: cuore della vita cittadina, è una lunghissima arteria non più larga di 4 mt, che attraversa il capoluogo lucano da un capo all’altro. Da essa partono numerosi vicoli che sboccano negli antichi borghi ed in caratteristiche piazzette.

  • Ponte Musumeci: pregevole architettura moderna, priva dei consueti pilastri di sostegno, perché sorretta da elementi sinuosi ispirati alle foglie.

  • Villa romana: la parte centrale della Villa, intorno a cui si aprono cinque ambienti, è costituita da un’aula absidata la cui funzione doveva essere quella di una sala di rappresentanza. Presenta un pavimento in mosaico policromo, raffigurante un motivo "a squame" incorniciato da una fascia di triangoli disposti "a spina di pesce", che richiama una tipologia decorativa tipica di numerosi impianti lucani coevi.

     

     

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Testi:
Stefania Maffeo
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