Prignano Cilento,
natura e tranquillità a due passi dal mare e dai templi di Paestum

Prignano Cilento è una delle poche località che permettono di conciliare cose apparentemente inconciliabili come il caos e il caldo delle località marine e la tranquillità e il clima piacevole della collina cilentana; luogo di villeggiatura ideale per chi ha bambini o per chi vuole godersi la natura e la pace della collina senza rinunciare al mare.
La sua invidiabile posizione offre al turista panorami spettacolari sia verso il mare di Agropoli situato ad appena 9 km di distanza, sia verso l'oasi del fiume Alento, anch'essa sita a pochi km di distanza. Chi ama la natura troverà nell'oasi del fiume Alento tre diversi habitat naturali: il fiume con le sue foreste a galleria ed il lago artificiale che alimenta la diga; le zone umide a valle della diga con i rigogliosi canneti; la macchia mediterranea. Chi decide di inoltrarsi tra la natura incontaminata , con un po' di fortuna, potrà incontrare animali rari, come la Lontra, oppure non facili da trovare come l'occhione e la ghiandaia marina. Chi invece non ha la stoffa del naturalista e non è interessato al bird-watching può godersi l'area attrezzata per bambini e pic nic oppure dedicarsi al trekking, alla pesca sportiva, alle passeggiate a cavallo o mountain-bike, al canottaggio o alla semplice gita in pedalò sul lago.
La visita agli scavi dell' antica e famosa città di Paestum, sita ad appena 11 Km, con i suoi spettacolari templi e l'annesso museo ricchissimo di reperti è una tappa obbligata mentre consigliata è la visita al centro storico di Prignano Cilento, al borgo antico della frazione di Melito con la sua torre medioevale e a qualcuno degli oltre 160 casali rurali.
Da non perdere la Festività di San Nicola a Pasquetta. Si narra che salvò tre giovani donne dalla prostituzione offrendo loro una borsa di danaro. L’Opera “ri Turchi” a Prignano Cilento é un evento che si ricorda attraverso due rappresentazioni teatrali riproducenti episodi della vita del Santo. Dai tre bambini offerti dall’oste a S. Nicola come carne prelibata, al giovane Diodato ridotto in schiavitù dai Turchi. Si tratta certamente di una commistione di alcuni elementi pagani ed altri legati alla religiosità popolare, ma la rappresentazione costituisce il momento in cui i legami comunitari si saldano e fanno presa su tutta la popolazione.
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