Hotel Villa San Michele - Ravello
 
Link
Utilità
Wallpapers
Collabora con noi
Chi siamo
Feedback
? Aiuto
 
 

 
Hotel La locande della donne monache
 
 
 
 
Sei in Calabria -> Reggio Calabria -> Reggio Calabria
Reggio Calabria home StoriaTradizioniMonumenti e bellezze naturaliEconomia

Monumenti e bellezze naturali

  • Madonna della Consolazione: tavola dipinta ad olio donata ai Padri Cappuccini dal nobile Camillo Diano nel 1547, anno in cui aveva fatto realizzare l’opera al pittore Nicolò Andrea Capriolo. Il quadro ancora oggi viene portato in processione su una vara di notevoli dimensioni in lamina d’argento sbalzato su anima di legno, eseguita tra il 1824 ed il 1831, il secondo sabato del mese di settembre di ogni anno (la festa liturgica avviene il martedì seguente con l’offerta di un cero votivo) dal santuario di S. Maria della Consolazione, dove è costituito entro una pala d’altare in bronzo dorato dello scultore calabrese Alessandro Monteleone, al Duomo, dove rimane fino al mese di novembre. L’opera raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge il Bambino tra S. Francesco con una croce ed il libro delle Regole e S. Antonio da Padova con il giglio ed il libro della scienza  teologica. In alto due angeli incoronano la Vergine con in mano una palma. Il quadro ha un’importante valore devozionale per i cittadini di Reggio Calabria, poiché si fa riferimento a miracoli accaduti e la Madonna, dal 1752, è Patrona della città.
  • Villa Genovese Zerbi: edificio che costituisce uno dei più originali esempi dell’architettura neogotica, fu progettato dagli ingegneri Domenico Zerbi, Pertini e Marzats. La distribuzione planimetrica privilegia gli ambienti di rappresentanza ponendoli verso il mare, inframezzandoli con una loggia. La decorazione esterna si rifà agli elementi di repertorio dello stile gotico veneziano con archi, colonnine, tondi ed un trattamento policromo continuo che alterna superfici in cotto con decorazioni in similpietra. L’edificio è stato di recente adibito a struttura espositiva ospitando alcune sezioni della Biennale di Venezia.
  • Lungomare Matteotti/Falcomatà: definito da Gabriele Dannunzio "il più bel chilometro d’Italia", è in realtà lungo 10 km e consente di ammirare l’affascinante panorama dello Stretto di Messina e della dirimpettaia Sicilia. Nelle prime ore del mattino delle giornate estive serene può apparire la "fata morgana", un miraggio per cui Messina si vede nel mare, avvicinata e capovolta, in una luce rarefatta che sembra muoverne i contorni: se, per caso, sottili vapori ingombrano l’atmosfera, la città appare non più sul mare, ma alta nel cielo, come sospesa. Il Lungomare Falcomatà (intitolato all’ex sindaco Italo Falcomatà, che ha fortemente determinato la sua riqualificazione) è diventato lo spazio più rappresentativo della città, centro di una intensa stagione turistica estiva e polo della vita culturale.
  • Castello Aragonese: di origine assai remota (sembra che sia anteriore alle invasioni barbariche di Totila e di Odoacre), fu più volte ampliato e modificato. Nel 1458/59 Ferdinando d’Aragona lo restaurò, aggiungendovi le due torri merlate tuttora esistenti. Nel corso del XVI secolo offrì più volte rifugio alla popolazione durante le frequenti scorrerie dei pirati turchi. La parte più antica fu demolita dopo il terremoto del 1908 per consentire l’apertura di alcune strade cittadine.
  • Duomo: la Cattedrale, intitolata a Maria SS. Assunta in Cielo, è l’edificio sacro più grande della Calabria. La navata centrale è separata da quelle laterali da due file di colonne rivestite in marmo con base in pietra di trani con distanza diversa in corrispondenza dei transetti e lungo le navate laterali si aprono, al di sotto del presbiterio, otto cappelle contenenti beni mobili di notevole interesse storico-artistico come le imponenti statue ai lati della scalinata di S. Paolo e S. Stefano (primo vescovo della città), opera di Francesco Jerace, e la splendida cappella del Santissimo Sacramento in stile barocco, le cui pareti sono totalmente rivestite di intarsi marmorei policromi. Occhio alla colonna bruciata di S. Paolo! Quando il Santo arrivò nella città ancora pagana, chiese ai Reggini di ascoltare il suo messaggio solo per il tempo necessario affinché un mozzicone di candela posto sulla colonna non si bruciasse. Ma i Reggini, rapiti dal Vangelo, aspettarono ben oltre, mentre la colonna misteriosamente si trasformò tutta in una vampa, una volta che la candela terminò.
  • Bronzi di Riace: recuperati in mare al largo di Riace marina nel 1972, costituiscono ormai uno dei simboli della città e sono esposti al Museo Nazionale della Magna Grecia. I celeberrimi Bronzi sono presumibilmente le due grandi statue Tideo ed Anfiarao dei sette contro Tebe, originali greci della metà del V secolo a.C. Insieme all’Auriga di Delfi, sono oggi uniche testimonianze bronzee dei grandi maestri scultori dell’arte classica in Grecia e Magna Grecia. Una statua si ritiene sia opera di Fidia e l’altra è stata attribuita a Policleto. Probabilmente in origine si trovavano entrambe nel tempio di Delfi, monumento ateniese alla vittoria di Maratona.
  • Arena dello Stretto (o Anfiteatro Senatore Ciccio Franco): teatro in stile greco sede di importanti eventi e spettacoli, che domina il panorama dal lungomare Falcomatà sullo Stretto.
  • Cippo marmoreo a Vittorio Emanuele III: insieme alla statua di Athena, fu eretto in onore di Vittorio Emanuele III che vi sbarcò toccando, per la prima volta, il suolo nazionale da sovrano il 31 luglio 1900, dopo il regicidio di Monza.
  • Chiesa degli Ottimati: ricostruita dopo il terremoto del 1908, presenta, al suo interno e nella struttura, gran parte delle architetture e delle opere artistiche originali, tra le quali spicca uno splendido pavimento a mosaico e quattro capitelli di epoca normanna ed una pala dell’altare di notevole valore artistico raffigurante l’Annunciazione, opera di Agostino Ciampelli.
  • Teatro Francesco Cilea: intitolato al musicista reggino, è il teatro più grande in Calabria e possiede una grande sala di stile ottocentesco dalla forma a ferro di cavallo; le linee esterne sono ispirate riprendono i motivi e le forme architettoniche dalle origini magnogreche della città.
  • Mura della polis greca: risalgono al IV secolo a.C. e farebbero parte della ricostruzione operata da Dionisio II di Siracusa, avvenuta dopo che la città fu espugnata dal padre Dionisio I. Sono costituite da due file parallele di grossi blocchi di arenaria tenera.
  • Terme Romane: ruderi di impianti termali di epoca romana, con resti di pavimento musivo a piccole tessere bianche e nere e dei cunicoli per l’immissione del vapore acqueo. È tra le poche testimonianze giunte ai giorni nostri del periodo in cui la città di Rhegium Julium fu Civitas Confoederata di Roma e prosperoso Municipium dell’Impero Romano.
  • Piazza Vittorio Emanuele II: vi si affacciano il palazzo del Municipio (Palazzo S. Giorgio), il palazzo della Prefettura ed il palazzo della Provincia (Palazzo Foti). Nel 1869, al centro della piazza, è stato collocato un monumento rappresentante l’Italia (poggia il braccio destro sull’elsa della spada e col sinistro, un po’ in alto, porge una corona ai Reggini caduti per la redenzione della Patria) e da allora è abituale il nome di Piazza Italia.
  • Chiesa del Carmine: all’interno si conserva un altare del 1787 in ricco stile barocco appartenuto alla vecchia cattedrale distrutta dal terremoto del 1908. Decorato con marmi di colore verde e giallo, l’altare è sormontato da una nicchia e da un piccolo tempietto dove è conservata la statua in legno della Madonna del Carmine.
  • Piazza Garibaldi: al centro sorge la maestosa statua in marmo bianco di Carrara, opera di Alessandro Monteleone, raffigurante l’eroe dei Mille. Sulla piazza si affaccia la Stazione Ferroviaria Centrale, costruita nel 1925 nel cui atrio d’ingresso si trova un bassorilievo in ceramica dello scultore Michele di Raco che raffigura la Fata Morgana.
  • Chiesa di S. Agostino: costruita nel 1937 in stile romanico - bizantino, conserva un interessante quadro di S. Filippo e S. Giacomo.
  • Piazza Indipendenza: ospita la Stazione Lido ed è il centro nevralgico del traffico stradale reggino. La piazza è famosa per le vicissitudini della sua fontana artistica, ricostruita numerose volte deludendo sempre le aspettative dei Reggini.
  • Strade Cannocchiale: dalla zona collinare del centro storico si dipartono scalinate che giungono fino al Lungomare Falcomatà. Queste strade sono particolarmente caratteristiche e dotate di un singolare effetto ottico: se dalla cima si osservano il mare e la Sicilia, si ha l’impressione che il panorama sia molto più vicino di quanto in effetti non sia realmente, per questo motivo da molti Reggini esse sono chiamate Strade Cannocchiale.
  • Torre Nervi: costruzione circolare opera dell’architetto Pier Luigi Nervi dedita a manifestazioni culturali.
  • Monumento ai caduti di tutte le guerre: eretto sul Lungomare, fu inaugurato nel 1930 alla presenza di re Vittorio Emanuele III. Il monumento, progettato dallo scultore locale Francesco Jerace, è costituito da una statua in bronzo della vittoria alata recante una spada e la palma del martirio, su una colonna rostrata. Due statue in bronzo alla base rappresentano un antico guerriero bruzio con un vistoso scudo ed un fante armato su un cannone.
  • Museo Nazionale della Magna Grecia: è considerato, dopo quello di Berlino, il più grande e importante museo che conserva i reperti della Magna Grecia. L’edificio del Piacentini è ricco di collezioni archeologiche con numerosissimi reperti provenienti dalle antiche città-stato nei siti della Calabria, Basilicata e Sicilia. Ricchissima la sezione numismatica, con migliaia di esemplari; la sezione etnologica, quella epigrafica e quella delle ceramiche lucane. Tra gli oggetti di maggior pregio le pinakes, tavolette votive, il gruppo marmoreo dei Dioscuri del V – IV secolo a. C., corredi di tombe, vasi e bronzi.
  • Pinacoteca Comunale: comprende un considerevole numero di opere di maestri; tra tutte due tavolette di Antonello da Messina (Abramo servito dagli angeli e S. Girolamo penitente).
  • Museo dello Strumento Musicale: ente che rivolge le sue azioni alla conservazione e valorizzazione degli strumenti musicali, la concertistica e la musicoterapia.
  • Museo dell’artigianato tessile della seta, costume e moda calabrese: illustra la storia dal periodo greco fino al 1948. Oltre ai tessuti vi sono i macchinari utilizzati per la lavorazione e campioni di materia prima.
  • Museo Agrumario: situato all’interno della Stazione Sperimentale per l’industria delle Essenze e dei derivati Agrumari (SSEA), che è la prima del mondo per studi di tal genere, ospita diversi macchinari utilizzati per l’estrazione del succo e delle essenze dagli agrumi tra cui la Macchina da bergamotti "Gangeri", derivata dal modello di Macchina Calabrese inventato nel 1840 da Nicola Barillà. Inoltre il museo ospita una raccolta fotografica che illustra la coltivazione, la raccolta e la lavorazione del gelsomino e la coltivazione del papavero da oppio.

 

 

 

 

Copyright StarNetwork s.r.l.
Testi:
Stefania Maffeo

meteo
 

Ricerca hotel

Destinazione
Arrivo
Partenza
 
Prenotazione aerei
Dieta Meridionale - sito web
Altri portali del circuito StarNetwork