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STORIA

Roma fu fondata il 21 aprile del 753 a.C. sulle pendici del colle Palatino. Secondo la leggenda, i Troiani, scappati dalla propria città distrutta, sotto la guida di Enea, si stanziarono nel Lazio. Il figlio Ascanio fondò la città di Albalonga, ma l’ultimo dei suoi successori, Amulio, usurpò il trono al fratello maggiore Numitore e ne costrinse la figlia, Rea Silvia, a farsi vestale. Ella, amata dal dio Marte segretamente, diede alla luce due gemelli, Romolo e Remo che, gettati nel fiume Tevere per non essere uccisi, vennero spinti dalla corrente nei pressi del colle Palatino. I neonati si salvarono miracolosamente e vennero allattati da una lupa, che diventò il simbolo della città di Roma. La contesa tra i due fratelli per chi dovesse fondare la città vide vincitore Romolo, che uccise Remo e divenne il primo Re di Roma. Gli altri re furono progressivamente: Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Gli ultimi tre erano Etruschi. L’ultimo re venne cacciato dai cittadini e sostituito con un governo repubblicano oligarchico (due consoli eletti ogni anno dai cittadini) nel 509 a.C., che durò fino al 27 a.C. La Repubblica rappresentò una fase fondamentale della storia romana: fu il periodo delle grandi conquiste (dalle guerre Sannitiche e Tarantine si passò allo scontro con Cartagine e Siracusa. Roma si espanse non più solo per terra, ma anche per mare. Subentrarono poi le guerre puniche e divenne padrona del Mediterraneo unificando Oriente ed Occidente), della prima elaborazione del diritto romano: essa costituì un periodo di enormi trasformazioni per Roma, che, da poco più di un villaggio divenne la capitale di un grande e complesso Stato. Le relazioni tra patrizi e plebei arrivarono a punti di grande tensione nell’età repubblicana, tali da portare i plebei a rifugiarsi fuori dalla città accampandosi sulle colline fuori dalle mura (Secessione dell’Aventino). Il loro rifiuto di continuare a cooperare con i patrizi portò a cambiamenti sociali in ogni occasione. Nel 494 a.C. i plebei per la prima volta poterono eleggere due rappresentanti, ai quali diedero il titolo di tribuni. Famosi i fratelli Gracchi, a cui si deve la legge per la redistribuzione delle terre del suolo italico, usurpate dai ricchi ai più poveri ed offerte ai forestieri per la lavorazione. L’espansione territoriale e della popolazione necessitarono una ridefinizione dello stato e si susseguirono le lotte per il potere. Dopo l’assassinio di Cesare (44 a.C.) ed il contrasto tra Marco Antonio, alleato con Cleopatra da una parte, ed Ottaviano, nipote di Cesare, dall’altra, si giunse al principato. Durante questi secoli l’impero romano raggiunge il suo splendore. L’età imperiale si era aperta con un lungo periodo di pace, il cui maggior artefice fu Ottaviano Augusto. In questi secoli si succedettero al potere i discendenti delle dinastie Giulio-Claudia, la prima dinastia dei Flavi, gli Antonini ed i Severi. Con il III secolo d.C., Roma via via perse il ruolo centrale per la vastità del suo regno, finché Diocleziano separò in due parti l’impero ristrutturando profondamente economia, finanze, politica e burocrazia. Quest’opera garantì a Roma un secolo di nuova prosperità ed il Cristianesimo, autorizzato ufficialmente nel 313 d.C. da Costantino con l’editto di Milano, contribuì a sostenere il regime. Ma se questo fu un motivo di unità, non lo fu lo spostamento che egli attuò della capitale dell’impero a Costantinopoli, iniziativa che si rivelò uno dei fattori principali della divisione dell’impero tra Oriente ed Occidente e ne danneggiò irrimediabilmente l’unità. Dopo le successive invasioni in Italia di barbari che arrivarono a saccheggiare persino la città di Roma, l’Impero Romano d’Occidente cadde nel 476 d. C. Negli anni a venire il nome di Roma fu legato al Papato, che si disinteressò dei contrasti internazionali risparmiando alla città attacchi militari di rilievo. La fortuna del Papato andò vacillando nel periodo della Roma napoleonica, quando i patrimoni ecclesiastici furono confiscati e ridivisi, così come i poteri, tra gli ufficiali francesi e quelli italiani laici. Fino alla caduta di Napoleone III, per quasi tutto l’Ottocento, ad eccezione del breve periodo della Repubblica Romana (1849, con il triumvirato di Mazzini, Armellini e Saffi), la città fu assoggettata al regime francese. Il 20 settembre 1870, vinta la resistenza delle truppe pontificie, i bersaglieri italiani entrarono nella città attraverso la famosa Breccia di Porta Pia e Roma divenne Capitale d’Italia.

 

 

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Testi: Stefania Maffeo

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