STORIA
Gli scavi archeologici hanno portato alla luce insediamenti risalenti all’età del bronzo antico, del ferro ed all’epoca ellenistico-romana. La costruzione del castello, avvenuta intorno agli anni 758-786 d.C., si deve al longobardo Arechi II, principe di Benevento, nel quadro del rafforzamento delle difese militari nella valle del Sarno contro le frequenti incursioni bizantine del ducato di Napoli. La costruzione del castello sul monte Saro fa di Sarno, posto a controllo della via consolare che da Capua conduceva in Calabria, uno dei capisaldi del principato di Salerno verso l’entroterra. Il castello venne abbattuto alla fine del 400, a seguito di una congiura ordita dal conte Francesco Coppola (la famosa congiura dei Baroni). Nella zona sottostante il castello sorse il primo nucleo abitativo della Sarno attuale, che, in quel periodo, era uno dei 33 gastaldati in cui era suddivisa la Longobardia meridionale. Nel 970 il principe di Salerno elevò Sarno al rango di contea ed il longobardo Indulfo divenne così il primo dei 43 feudatari che si succedettero al dominio della città per oltre novecento anni.
Nei suoi pressi, durante le lotte per il possesso dell’Italia meridionale tra Aragonesi e Angioini, si svolse una battaglia (1460) risoltasi in una catastrofe per gli Aragonesi, tanto che lo stesso re Ferdinando I riuscì a malapena a mettersi in salvo, fuggendo a Napoli.
Sarnese era Mariano Abignente, uno dei partecipanti alla Disfida di Barletta tra Italiani e Francesi che si tenne il 13 febbraio del 1503, a cui è dedicato un monumento e sono conservati a Sarno anche lo stocco ed il pugnale.
In seguito, il dominio della valle sarnese passò ai Colonna nel 1624, ai Barberino di Palestrina nel 1662 e infine, ai Medici di Ottaviano (1690-1806). Con il loro avvento la contea venne elevata a ducato. In seguito Sarno dette un notevole contributo alla causa del Risorgimento.
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