TRAMONTI, LA CITTA’ DELLA PIZZA
Questa lussureggiante località sorta tra due monti e parte, nel passato, della Repubblica Marinara Amalfitana, è una terra ricca di venti e per questo Flavio Gioia, perfezionatore della rosa dei venti, diede il nome di questo paese al rigido vento del Nord, la tramontana.
Da vedere la chiesa di San Pietro Apostolo con splendide decorazioni barocche e la Cappella Rupestre, un luogo di culto ricavato in una cavità naturale.
Da non perdere la sagra del limone ad agosto, che celebra il prodotto più diffuso in tutti i paesi della Costiera.
Tramonti, attraverso i suoi cittadini, ha il pregio di aver fatto conoscere la pizza in tutto il mondo. La vocazione della pizza risale a tempi remoti. Infatti, a Tramonti, quasi la totalità delle famiglie, fino all’ultima generazione, avevano in casa il forno per fare il pane biscottato di farina di grano integrale o aggiunto con farina di granturco, per cui ogni qualvolta si faceva il pane, era un rito fare la pizza con lo stesso impasto e veniva condita con i pomodori degli sponsilli (tenuti in conserva sotto i porticati) e con olio di oliva, qualcuno aggiungeva la sugna o anche qualche cubetto di lardo, l’aglio, origano e chi, economicamente stava meglio, aggiungeva qualche acciuga salata. La mozzarella non veniva usata per due ragioni: una economica, in quanto il latte si vendeva per il sostentamento quotidiano, l’altra, perché volendoci troppo tempo per cuocere la pizza, la mozzarella si essiccava e perdeva il suo sapore. La pizza così preparata veniva cotta insieme al pane, nel forno senza brace e senza fiamma. Il pregio dei Tramontini è quello di aver divulgato a macchia d’olio l’interesse per la pizza, realizzando una pizza napoletana di grandissima qualità, con pizzerie disseminate in tutta l’Italia del Centro - Nord.
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