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Storia
Il nome Trento si fa risalire, per una antica consuetudine, ai tre monti (Bondone, Calisio o Argentario e Marzola) che, suggerendo la forma di un tridente (di Nettuno), circondano la città. Il primo insediamento urbano sorge probabilmente nel I secolo a. C. ed è attribuito ai Cenomani, alleati dei Romani e da loro detti Tridentinus, da cui Tridentum. L ’imperatore Claudio, nel 46 d. C. definì la città "splendidum municipium". E’ durante l’età augustea che trovò il suo sviluppo monumentale ed amministrativo. Si deve al romano Vigilio la conversione cattolica dei Trentini e pagò con il martirio il suo trionfo, divenendo patrono della città. Dopo la caduta dell’Impero Romano si succedettero le invasioni dei Goti di Teodorico, dei Longobardi con il capo Evino, dei Franchi, che mutarono il ducato in Marca italiana. Ottone I fece di Trento l’estremo posto meridionale della Germania e Corrado II il Salico, con l’intento di mantenere libera la strada che dalla Germania conduceva in Italia, concesse al vescovo di Trento il potere temporale sulla città e sulle valli, creando il Principato Trentino che durò per 775 anni fino al 1802. È nel 1514, con il vescovo Bernardo Clesio, studioso, mecenate, politico ed uomo di Chiesa, che la città di Trento si rinnovò e le fu conferita maggiore importanza politica, grazie all’influenza personale che egli esercitava sugli imperatori Carlo V e Ferdinando I. E’ il suo successore, il cardinale Cristoforo Madruzzo, a portare il grande Concilio Ecumenico a Trento (per organizzare la Controriforma in risposta alla rivolta luterana) tra il 1545 ed il 1563, anche grazie alla posizione geografica a metà strada tra Roma e la Germania (Trento poteva essere il ponte o il baluardo tra la Chiesa tradizionale in cerca di un nuovo vigore e la Germania luterana che l’aveva ripudiata e che bisognava ad ogni costo riportare all’obbedienza a Roma, sotto l’egida e la garanzia di Carlo V, insieme imperatore di Germania e re di Spagna) ed alla sua struttura costituzionale-politica. Nel 1796 Napoleone istituì un consiglio che sostituiva il vescovo nel governo della città e, nel 1802, il territorio del Principato Trentino passava all’Austria. Già nel 1848 scoppiarono i moti per staccarsi dal Tirolo, ripetuti l’anno dopo e nel 1866, ma la pace di Vienna lasciò Trento all’Austria per altri 52 anni. Il patriota Cesare Battisti, con i suoi compagni Fabio Filzi e Damiano Chiesa, si battè per l’italianità di Trento e fu impiccato il 12 luglio del 1916. Nel 1918, con la conclusione del Primo Conflitto Mondiale, la città veniva riunita all’Italia. La Facoltà di Sociologia fu il focolaio della contestazione del 1968.
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