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Monumenti e bellezze naturali

  • Acquario: è l’unico aquarium del Trentino Alto Adige in cui si possono osservare dal vivo pesci alpini e tropicali che nuotano nel loro ambiente. È dotato di 25 vasche che ricostruiscono, secondo rigorosi criteri scientifici, gli ambienti nostrani ed esotici di acqua dolce e marina per un numero di circa 500 esemplari.
  • Castello del Buonconsiglio: costruito nel XIII secolo, fu residenza dei Principi Vescovi fino al 1803, anche se originariamente sorse con funzioni prettamente difensive. La parte meridionale del castello comprende il Magno Palazzo, fatto costruire nel 1528 dal vescovo Bernardo Clesio, con gli splendidi affreschi mitologici di Gerolamo Romanino (1531/1532). Altra parte importante è il Castelvecchio, eretto nel XIII secolo. Da ammirare, nella Torre dell’Aquila, è il Ciclo dei Mesi, una serie di affreschi databili intorno al 1400 riconosciuta come uno degli esempi più importanti a livello europeo del gotico internazionale, nei quali l’ignoto artista, di probabile origine boema, propone per ogni mese la rappresentazione della vita di corte e di quella popolare. Da ricordare anche le carceri dove, nel corso della prima Guerra Mondiale, furono imprigionati gli irredentisti Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi (tre cippi marmorei segnano il luogo esatto in cui morirono i patrioti).
  • Piazza del Duomo: utilizzata al tempo dei Romani come mercato o come foro. Da ammirare al centro la fontana di Nettuno. In piazza si affacciano le "Case Rella" o Del Duomo, due decoratissime abitazioni affrescate dal pittore vicentino Fogolino, intorno al 1530, per sdebitarsi, come vuole la leggenda, con il padrone di casa.
  • Palazzo Pretorio: imponente edificio medioevale che ospita il Museo Diocesano Tridentino, con antiqui reliquari d’avorio, arazzi fiamminghi e dipinti raffiguranti il Concilio di Trento (1545/1563).
  • Duomo: edificio del XIII secolo completato nel 1515, è dedicato a S. Vigilio. Ad Adamo d’Arogno si può attribuire l’impostazione della pianta della chiesa su richiesta del vescovo Federico Vanga nel 1212. La fiancata settentrionale, che si affaccia sulla piazza principale, è caratterizzata da una grande ricchezza artistica dove spiccano la Porta del Vescovo, così chiamata perché veniva utilizzata durante il Concilio Tridentino dai cortei vescovili provenienti dal Castello del Buonconsiglio per accedere al Duomo, ed un rosone, chiamato Ruota della Fortuna, nel quale, in forma allegorica, viene ricordato che la sorte delle persone può cambiare da un giorno all’altro. Molto più semplice è invece il fianco meridionale. Molto interessante è il campanile detto di S. Romedio perché, secondo la tradizione, alla morte del Santo, la campanella si sarebbe messa a suonare da sola. L’interno è a tre navate e molto affascinante è il contrasto che nasce tra lo stile romanico e l’altezza delle volte che richiama le cattedrali gotiche. Tra le numerose opere ricordiamo la venerata statua lignea della Madonna Addolorata, alcuni altari di pregevole fattura, una serie di tele, la scultura romanica (attribuita ad Adamo d’Arogno) chiamata Madonna degli annegati, ai cui piedi si ponevano i corpi delle persone che trovavano la morte nelle acque dell’Adige o delle rogge che attraversavano la città ed i monumenti funebri di numerose personalità politiche e religiose. Nella navata meridionale si apre la Cappella Alberti che custodisce il grande crocifisso (1515) di S. Frey, davanti al quale, il 4 dicembre 1563, al termine del Concilio, furono promulgati i decreti della Controriforma. L’altare maggiore, sovrastato da un baldacchino barocco fatto erigere a metà ‘700 a scioglimento del voto fatto dalla cittadinanza durante l’assedio francese del 1703, custodisce l’urna con le reliquie di S. Vigilio. Gli affreschi, eseguiti fra il XIII ed il XV secolo, sono attribuibili a pittori di scuola veneta, lombarda e tardogotica e raffigurano temi classici della Cristianità. Dal transetto settentrionale si accede ad una sotterranea basilica paleocristiana.
  • Chiesa di S. M. Maggiore: fu eretta per volontà del Principe Vescovo Bernardo Clesio, una delle figure storiche più importanti a livello politico religioso del XVI secolo ed ospitò numerosi sessioni del Concilio Ecumenico Tridentino. La costruzione fu affidata al comacino Antonio Medaglia, che la portò a termine in quattro anni (1520-1524) sul modello della chiesa mantovana di S. Andrea progettata da Leon Battista Alberti. È costruita in pietra bianca e rossa proveniente dalle cave di Trento (interessante notare che la parte settentrionale è interamente in calcare bianco in quanto più resistente alle intemperie). La facciata principale è in stile rinascimentale. L’interno è ad aula unica, voltata a botte, senza transetto, con una serie di cappelle laterali che ospitano altari barocchi in marmo, una serie di pale ed il sarcofago barocco contenente le reliquie attribuite a S. Clemente. Molto interessanti, dal punto di vista storico, una serie di dipinti che si possono ammirare sulla volta a botte raffiguranti alcuni momenti del Concilio ed i principali protagonisti della Controriforma. Una menzione particolare meritano la cantoria e l’organo. La prima (1534) è un capolavoro di arte classica: costituita da una grande tribuna dagli splendidi bassorilievi, è sostenuta da quattro mensole finemente lavorate. L’organo è datato 1536. Il campanile (53 mt) è il più alto della città: in calcare bianco, ha due ordini di eleganti trifore romaniche e cupola poligonale.
  • Palazzo Galasso: la leggenda racconta che sia stato eretto dal Diavolo in persona, nel corso di una sola notte, per il banchiere Giorgio Fugger (che avrebbe ingannato il Diavolo negandogli l’anima promessa in cambio del palazzo).
  • Monumento a Dante: raffigura il Sommo Poeta proteso con il braccio verso il Brennero (1896, opera del fiorentino Cesare Zocchi) ed è uno dei monumenti a lui dedicati più imponenti d’Italia. Sul piedistallo sono rappresentati episodi delle tre cantiche della Divina Commedia.
  • Palazzo Del Monte: magnifico nello splendore cromatico delle sue facciate dipinte a fresco.
  • Badia di S. Lorenzo: risale alla seconda metà del XII secolo. Fu costruita dai Benedettini del monastero di Vallalta (Bergamo) che, chiamati dal vescovo Altemanno, vennero a Trento nel 1146. La facciata principale si presenta con il portale sovrastato da una trifora con due bassorilievi romanici ai lati. L’interno è a tre navate con volta a crociera, affrescata con stelle rosse e azzurre in campo bianco, sostenute da quattro colonne cilindriche a capitello romanico.
  • Chiesa dell’Annunziata: è in stile barocco su progetto di Antonio Brusinelli e fu costruita tra il 1713 ed il 1715. E’ a pianta centrale con interno ricco di marmi sia nelle colonne e nel pavimento, che nei tre altari settecenteschi, opera di Cristoforo e Teodoro Benedetti, dedicati all’Annunciazione, a S. Giuseppe ed a S. Antonio da Padova. Degne di nota sono la pala dell’Annunciazione (1857) e quella della Sacra Famiglia (XVIII secolo). La cupola è ottagonale con lanterna.
  • Chiesa di S. Apollinare: risale al XIV secolo. Il tetto, con due ripidissimi spioventi, è caratterizzato da una copertura a scandole (rivestimento in legno tipico di alcune zone dell’arco alpino). Nella facciata molto semplice si aprono tre ordini di finestre ed il portale in stile tardoromanico. Successivo (XIX secolo) è invece il rosone. Alla base del campanile romanico si trova un sarcofago trecentesco con una scultura raffigurante un monaco portato in cielo dagli angeli. Nella costruzione della chiesa fu impiegato anche materiale proveniente da edifici risalenti al periodo romano di cui rimane traccia nei muri e nelle lesene, tra cui un’epigrafe risalente al 23 a.C., uno dei più antichi reperti di questo genere finora ritrovati in Trentino. L’interno è diviso in due spazi di forma quadrata, ognuno dei quali è sormontato da una cupola ottagonale. Recenti restauri hanno portato alla luce resti di un ciclo affrescato. I tre altari marmorei risalgono al ‘700 mentre il presbiterio accoglie la pala di S. Apollinare (1517) ed il settecentesco crocifisso ligneo. Da ricordare, infine, il dipinto raffigurante la Madonna col Bambino, attribuito a Nicolò da Padova (presunto seguace di Giotto).
  • Chiesa di S. Chiara: interessante documento dell’architettura romanica religiosa di Trento. Si possono individuare elementi medievali e seicenteschi sia all’esterno che all’interno, come pure nel campanile. L’altare maggiore è di marmi policromi, timpano spezzato con angeli, cimasa a conchiglia.
  • Chiesa di S. Francesco Saverio: fu costruita fra il 1708 ed il 1711. Nella facciata si nota un interessante abbinamento fra gli intonaci e le pietre delle cave della collina trentina. Nel settore centrale si apre una finestra ad arco pieno sormontata da una grande conchiglia. L’interno è ricco di immagini sacre che conducono idealmente verso l’altar maggiore. Nella navata centrale si aprono quattro cappelle laterali che contengono confessionali lignei settecenteschi, statue in nicchia ed angeli sulle lesene.
  • Chiesa di S. Marco: fa parte del complesso comprendente anche il convento degli Agostiniani. La sua costruzione risale al 1273 ed è in stile romanico. L’interno è a volta a botte divisa in sei campate. Il presbiterio è dominato dal grande Crocifisso ottocentesco, mentre nel lato destro si può ammirare la pala della S. Famiglia, opera attribuita da alcuni critici a Pietro Ricci (XVII secolo). Interessanti anche un paio di altari marmorei barocchi, uno sormontato da una pala della Sacra Famiglia, l’altro dalla statua dell’Immacolata. A sinistra dell’entrata si trova una fontana in stile barocco dedicata a S. Giovanni Nepomuceno.
  • Chiesa di S. Pietro: la facciata, in stile neogotico, si presenta divisa in tre campate ed è sormontata dalla statua di S. Pietro, mentre originale è il campanile risalente alla fine del 1400. L’interno, a tre navate, ospita alcuni altari marmorei (pregevoli quelli neogotici dedicati a S. Antonio da Padova ed al Crocifisso, sopra i quali si possono ammirare alcune statue in legno di scuola gardenese raffiguranti santi), il battistero con scultura barocca in marmo raffigurante il Battesimo di Cristo ed un grande Crocifisso ligneo ottocentesco. Il presbiterio ospita un settecentesco altare in marmo, le statue dei Santi Pietro e Paolo ed un ciborio. Nella chiesa si trova anche una cappella, solitamente chiusa, che era dedicata a S. Simonino. Durante la settimana santa del 1475, il corpo di questo bambino di tre anni fu trovato in una roggia che scorreva sotto la sinagoga della città. Della morte furono accusati gli Ebrei e ciò provocò da una parte una vera e propria repressione nei loro confronti che portò ad una serie di esecuzioni sommarie, mentre, parallelamente, cominciò a svilupparsi una forma di venerazione nei confronti del bimbo che raggiunse livelli molto elevati. Nel 1964 fu riconosciuta l’innocenza degli Ebrei e l’anno dopo la Chiesa abolì ufficialmente il culto di S. Simonino
  • Chiesa della SS. Trinità: fu eretta per le Clarisse nel 1519 in stile rinascimentale. Ghirlande, festoni di fiori e frutta, drappeggi, due testine d’angelo e volute conferiscono alla facciata un aspetto caratteristico difficilmente riscontrabile in altre chiese trentine. L’interno è ad aula unica con volta a crociere, tre campate, due cappelle laterali decorate con stucchi. Storicamente la chiesa è importante perché da qui, il 13 dicembre 1545, partì la processione di apertura del Concilio Ecumenico Tridentino.
  • Chiesa del Suffragio: costruita in stile barocco. È ad aula ovoidale con tre nicchie che ospitano altrettanti altari: nella nicchia absidale, più profonda delle altre, si trova l’altar maggiore ligneo con pala raffigurante la Madonna con Bambino e S. Gregorio Magno. Nella nicchia di destra ancora un altare ligneo barocco con un crocifisso settecentesco, mentre quella di sinistra accoglie un altare marmoreo di fine Ottocento. È sovrastata da una cupola con tamburo. La facciata, dove si apre un portale architravato, riprende lo stile settecentesco.
  • Santuario della Madonna delle Laste: si erge sulla collina di Trento e fu costruito per custodire un venerato affresco cinquecentesco raffigurante la Madonna, che, fino agli inizi del ‘600, si trovava in un capitello poco distante. Secondo la tradizione popolare, nel 1618, quaranta uomini trasportarono la sacra immagine nella nuova chiesa. Il Santuario è costruito in stile barocco ed è preceduto da un atrio con colonne doriche. L’interno ospita una serie di seicenteschi altari marmorei ed un Cristo crocifisso coevo.
  • Torri: simboli del potere delle famiglie in lotta, che le utilizzavano anche per rinchiudervi i prigionieri. Oltre alla Torre Civica, in Piazza Duomo, si possono ancora ammirare la quadrata Torre Vanga, che ospitò Giorgio I di Liechtenstein come prigioniero, la Torre Verde, tremendo carcere che deve il suo nome al conico tetto policromo, e la merlata Torre della Tromba.
  • Palazzo del Municipio: fu eretto nel XVI secolo e vi morì il cardinale Ercole Gonzaga (1562) quando i conti Tono, proprietari del palazzo, ospitavano nella loro casa le eminenze che arrivavano in città per il Concilio.
  • Palazzo Thun: detto anche del Municipio Vecchio, presenta una facciata in stile neoclassico.
  • Palazzo Geremia: è impreziosito da coloratissimi affreschi, opere, forse, di M. Fogolino. In uno di essi si distingue l’imperatore Massimiliano I, che dimorò nel palazzo nel 1508.

 

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Testi:
Stefania Maffeo

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