Hotel Villa San Michele - Ravello
 
Link
Utilità
Wallpapers
Collabora con noi
Chi siamo
Feedback
? Aiuto
 
 

 
Hotel La locande della donne monache
 
 
 
 
Sei in Friuli-Venezia Giulia -> Trieste -> Trieste
Trieste home StoriaTradizioniImmaginario ScientificoMonumenti e bellezze naturaliEconomiaGalleria fotografica

Monumenti e bellezze naturali

 

  • Palazzo Gopcevich: di gusto neorinascimentale, l’edificio venne progettato dall’architetto Berlam nel 1850. Si affaccia sul Canal Grande.
  • Canal Grande: fu scavato nel 1700 per consentire ai velieri di attraccare nel cuore della città.
  • Palazzo Carciotti: si affaccia sul Canal Grande il più pregevole esempio di costruzione neoclassica triestina, progettato dall’architetto Pertsch nel 1805. Vasto e raffinato palazzo di rappresentanza dell’omonimo commerciante greco. La sua bellezza è legata alle sue proporzioni, ma, soprattutto, come gran parte dell’architettura triestina, alla facciata, che presenta uno zoccolo a bugnato sopra cui vi sono sei colonne bianche ioniche scanalate. L’edificio si conclude con una cupola in rame con un’aquila in bronzo.
  • Piazza della Borsa: possiede un perimetro triangolare ed è delimitata da edifici diversi per epoca e stile. La piazza ruota attorno all’edificio della Borsa Vecchia, opera dell’architetto Mollari. D’impronta neoclassica, possiede un pronao delimitato da quattro grandi colonne doriche che creano una vasta zona di passaggio. All’esterno sono inserite statue allegoriche raffiguranti l’Asia, Vulcano, Europa, Africa, Mercurio, America. Alla sua destra vi è Palazzo Dreher (Borsa nuova), che si inserisce nella piazza con la sua facciata curva e fastosa. Al centro troviamo la colonna con statua bronzea dell’imperatore Leopoldo I d’Asburgo del 1673. Sulla sinistra da ammirare è palazzo Romano del 1760-70, modificato nel 1919, significativo esempio di barocco triestino.
  • Casa Batoli: progettata dall’architetto Fabiani e risalente al 1905, è connotata da ampie superfici vetrate e da una decorazione a graffito.
  • Piazza dell’Unità d’Italia: il “salotto” di Trieste, di recente trasformata (1999 – 2001) dall’architetto francese Huet, si presenta come un ampio (16.000 mq) e regolarissimo rettangolo, delimitato da imponenti palazzi: fra le costruzioni che si affacciano su di essa spicca il Palazzo Comunale, opera in stile eclettico dell’architetto Giuseppe Bruni del 1872: il palazzo ha una elaborata struttura data dall’unione di due ali laterali e di un corpo centrale, decorato ed ornato dalla Torre dell’Orologio, sovrastata da due personaggi che fanno parte del folklore di Trieste: “Mikeze” e “Jakeze”, statue in bronzo che, con il loro movimento, fungono da batacchio alla campana della torre. Completano la prospettiva il Palazzo del Lloyd Triestino, edificio in stile rinascimentale che ospitava una delle più antiche società di navigazione (le cui navi portarono in tutto il mondo il nome della città), architettato dall’austriaco Heinrich von Ferstel. Restano da citare l’ex Palazzo Vanoli, edificio in stile liberty del 1875, e, a fianco, Palazzo Pitteri, dell’architetto Moro (1780), unico superstite della piazza antecedente il 1870, d’impronta classicista. Da non perdere anche la barocca colonna celebrativa con la statua di Carlo VI, considerato l’artefice delle fortune triestine perché istituì il Porto franco, la settecentesca fontana dei Quattro Continenti e l’ottocentesca casa Stratti, sede dello storico Caffè degli Specchi.
  • Palazzo del Governo: l’opera del 1905 fu realizzata dall’architetto viennese Hartmann. Caratteristica principale della bella facciata è la vasta balconata coperta, a sovrastare l’alto porticato centrale, ed ingentilita dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore (dove si riconoscono disegni, testine allegoriche e medaglioni con la croce dei Savoia) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. Dai saloni, ma soprattutto dal loggiato, si gode una suggestiva vista sulla piazza, sul porto e sul Golfo, fino ad arrivare, nei giorni di particolare limpidezza, alle lontane Alpi. Tutto ciò, sommato alla ricchezza ed all’eleganza degli interni, fa della Prefettura triestina una della più prestigiose d’Italia.
  • Castello di San Giusto: posto sull’omonimo colle, domina la città di Trieste. Fu costruito dai governatori di Venezia a partire dal 1368. All’interno è stato istituito il Museo Civico, che contiene alcune interessanti opere d’arte locale ed una splendida ed esauriente collezione d’armi che deriva dai lasciti di facoltose famiglie triestine. La vista della città che si gode dalle mura, dai bastioni e dai camminamenti è decisamente da non perdere; da qui si può distinguere il confine tra la cosiddetta “Cittavecchia”, contraddistinta da viuzze tortuose, scalinate e vicoletti, che arrivava fino a poco oltre il Teatro Romano, ed il settecentesco borgo Teresiano, così chiamato da Maria Teresa d’Austria, che si estende, con rigore geometrico, oltre il Corso Italia.
  • Orto Lapidario: conserva i reperti antichi trovati in zona e collezionati da Domenico Rossetti ed ospita anche il cenotafio (in stile neoclassico) dell’archeologo tedesco Winkelmann, ucciso a Trieste.
  • Castello di Miramare: sorse per volontà di Massimiliano d’Asburgo, fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, che, nel 1850, giunse a Trieste per la prima volta con la moglie Carlotta del Belgio. Divenuto contrammiraglio della flotta austriaca, decise, nel 1854, di stabilirsi in città. Dopo aver individuato nel promontorio di Miramare il sito dove ergere la propria dimora, affidò la realizzazione di un castello all’architetto Junker (1856) indicandogli linee progettuali ben precise. L’assetto interno rispecchia le tendenze dell’epoca e conserva perfettamente gli arredi: è estremamente sontuoso, possiede stanze di stile ed ambientazione diverse; all’esterno il parco fu particolarmente seguito da Massimiliano, che vi fece trasportare piante rare ed esotiche, ricordo dei suoi numerosi viaggi. Massimiliano venne assassinato in Messico e si narra che Carlotta, dopo la morte del suo amato, abbia perso la ragione. In questa vicenda trova fondamento la maledizione che graverebbe sul castello; si crede infatti che, chi vi dimora, perisca anzitempo di morte violenta. Tra le altre cose si segnalano, poco distanti dal cancello di ingresso al parco, le Scuderie, oggi divenute sede espositiva, il Castelletto e le numerose sculture che decorano spiazzi e vialetti.
  • Caffè Tommaseo: è indubbiamente uno fra i più antichi Caffè di Trieste. Fu aperto nel 1830 da un padovano, Tomaso Marcato, che gli diede il proprio nome. Il locale divenne subito meta preferita di artisti e commercianti e, nel 1848, venne ribattezzato, in onore dello scrittore e patriota dalmata Tommaseo. Dopo l’uccisione di Guglielmo Oberdan, che segnò il trionfo della reazione austriaca, il locale prudentemente riprese il nome originario che mantenne fino al 3 novembre del 1918, che portò Trieste all’Italia e permise al Caffè di chiamarsi nuovamente e per sempre Tommaseo. Fra le specialità offerte dal Caffè Tomaso c’era il gelato. Una curiosità emersa dagli archivi del locale è che, con un contratto di acquisto, stilato il 29 settembre del 1830, pare ne fosse entrata in possesso la contessa Lipomana, nome sotto il quale si nascondeva nientemeno che Carolina Bonaparte, la vedova di Gioacchino Murat. Altro fatto degno di nota è che l’edificio che ospita il locale è, dal 7 aprile 1954, tutelato come monumento storico e artistico, sorte che divide con altri caffè prestigiosi, un nome per tutti il Caffè Greco a Roma, in via Condotti.
  • Caffè S. Marco: fu luogo di ritrovo di lettori di quotidiani, giocatori di biliardo, nonché giovani irredentisti e laboratorio per la preparazione di passaporti falsi che sarebbero serviti ai patrioti antiaustriaci per scappare in Italia. L’attività del Caffè fu bruscamente interrotta il 23 maggio 1915 quando una pattuglia austriaca lo devastò. Tutto il Caffè segue lo stile della Secessione viennese che, abbinato allo stile floreale, gli conferisce un’incredibile suggestione. Interessanti sono i nudi dipinti sui medaglioni alle pareti. Di grande effetto le innumerevoli foglie di caffè che rappresentano una costante nella decorazione con il loro ripetersi ossessivo e, al tempo stesso, rassicurante. Ci sono i tavolini di marmo con la gamba di ghisa che si eleva su un piedistallo sorretto da zampe di leone, quel leone di San Marco, voluto dal primo proprietario non tanto per celebrare il proprio nome quanto per simboleggiare italianità ed irredentismo. Il Caffè è molto amato dagli scacchisti per la particolare disposizione dei tavolini.
  • Caffè Tergesteo: fin dal 1863 si trovava di fronte allo storico Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” con tavolini all’aperto. Da notare le vetrate colorate che raffigurano episodi della storia triestina. Ad esso Umberto Saba dedicò una lirica raccolta nel Canzoniere (“Caffè Tergeste… tu concili l’italo e lo slavo, a tarda notte, lungo il tuo bigliardo”).
  • Tergesteo: palazzone costruito nella prima metà dell’Ottocento da una società di commercianti triestini su progetto dell’architetto Buttazzoni e realizzata dal Bruyn. La facciata principale è arricchita da sculture, ma la caratteristica principale dell’edificio è la galleria a crociera con volta vetrata, progettata su disegno del milanese Pizzola; rappresenta un frequentato centro di ritrovo nei giorni in cui soffia la bora.
  • Chiesa di S. Silvestro: la più antica della città, che si dice essere stata edificata nel luogo dove sorgeva la casa delle martiri Eufemia e Tecla. In virtù della sue caratteristiche peculiari e della sua rilevanza storica la Basilica è stata dichiarata monumento nazionale. Oggi la Basilica è luogo di culto della Comunità Evangelica Riformata, che comprende sia la comunità Elvetica che quella Valdese. La chiesa fu edificata in stile romanico attorno alla metà del XII secolo per volere del vescovo Bernardo: presenta una pianta di forma irregolare priva di abside, con una navata centrale e due navate laterali minori separate da un colonnato a tre elementi. Il soffitto è a capriata. Nel presbiterio, a cui si accede salendo tre gradini, è contenuta una tavola marmorea raffigurante la Cena del Signore su cui poggia una Bibbia. Alle sue spalle è appeso un crocifisso in ferro battuto risalente al 1700. Su una colonna è riconoscibile una sinopia medievale, cioè il disegno preparatorio di un affresco che veniva preventivamente realizzato sull’intonaco. La volta è decorata al centro con la raffigurazione di un agnello a simboleggiare la purezza. I resti degli affreschi che ancora si possono vedere risalgono all’inizio del XIV secolo: quelli a destra rappresentano scene della vita dell’Imperatore Costantino, quelli a sinistra raffigurano l’Annunciazione.
  • Monastero benedettino di S. Cipriano: conserva quasi intatti alcuni ambienti e possiede dipinti e sculture di pregio, eseguiti fra il Tre - Cinquecento, ed oggetti d’argenteria che costituivano il corredo dell’annessa chiesa. Il monastero è sede di uno dei pochi conventi di suore di clausura ancora esistenti in Italia e la presenza dell’Ordine è attestato sin dalla fine del 1200.
  • Basilica paleocristiana: vicino al Castello di S. Giusto si trovano i resti della basilica romana o tribunale costruita intorno al 100 d. C. Da notare sono il banco ed il trono in pietra dei magistrati.
  • Chiesa di S. Antonio Nuovo: splendido esempio d’architettura neoclassica, è opera del triestino Pietro Nobile; fu terminata nel 1842 e riprende modi e stile del Pantheon.
  • Chiesa di S. Maria Maggiore: nota come “la chiesa barocca dei gesuiti”, conserva belle opere ottocentesche, come un grande affresco dei Santi, una scultura dei friulano Bearzi ed alcune tempere del Bison, nonché una tela del Sassoferrato raffigurante la Madonna della Salute. Fu eretta nel 1627-82 ed ampliata da Andrea Pozzo.
  • Chiesa di S. Spiridione: serbo – ortodossa, fu progettata nel 1869 dall’architetto milanese Carlo Maciachini, con evidente gusto neobizantino con pianta a croce greca. L’interno è arricchito da numerose opere d’arte: davanti all’altare principale pende un enorme lume ad olio donato dallo zar di Russia Paolo I durante la sua visita alla città nel 1782. La principessa russa Giulia Samojlova donò un ricco vangelo, rivestito in oro ed argento. 
  • Chiesa di S. Nicolò: greco – ortodossa completata dall’architetto Pertsch nel 1821.
  • Chiesa Evangelico Luterana: edificio in stile neogotico, progettata alla fine del secolo scorso dall’austriaco Zimmerman, si distingue per le belle vetrate provenienti dalla Baviera.
  • Risiera di San Sabba: stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913, venne utilizzato dopo l’8 settembre 1943 dall’occupatore nazista come campo di prigionia e destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati ed alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed Ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio. Nel 1965 la Risiera di San Sabba fu dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica.
  • Foiba di Basovizza: abisso naturale diffuso nei terreni carsici, in origine un pozzo minerario, fu scavata all’inizio del XX secolo per intercettare una vena di carbone, ma presto abbandonata per la scarsa produttività. Il 29 ed il 30 aprile 1945, l’abitato di Basovizza divenne il fulcro di numerosi e tragici combattimenti tra le forze jugoslave, giunte a liberare la città di Trieste, e le ultime unità tedesche in ritirata. Pare che i numerosi corpi rimasti sul campo di battaglia vennero fatti scomparire in brevissimo tempo all’interno della preesistente voragine. Pochi giorni dopo l’area fu attraversata da colonne di prigionieri, sia militari che civili, destinati ai campi di internamento sloveni. Si seppe poi che, in zona, vi era stata una sommaria esecuzione di prigionieri. Nel 1992, con Decreto del Presidente della Repubblica, la Foiba è stata dichiarata monumento nazionale. Oggi rimane una lastra di pietra, sul davanti della quale è riportata un passo di una preghiera ed è contraddistinta da una grande croce. A lato si trova, tra i vari cippi commemorativi, una rappresentazione grafica della sezione del pozzo, con indicate le quote relative ai vari ritrovamenti e stratificazioni.
  • Cattedrale di S. Giusto: risultato dell’unione di due precedenti basiliche: la navata principale (XIV secolo), infatti, riunisce le due chiese di S. Giusto, Patrono della città,  e dell’Assunta e vi sono due troni e due banchi. Suggestivo è il mosaico raffigurante il Cristo, S. Giusto e S. Servolo e l’abside dedicata a S. Apollinare. L’edificio è impreziosito da uno splendido rosone gotico, inserito nella pietra arenaria di cui sono fatti la facciata ed il campanile. All’interno, nella Cappella del Tesoro, si può vedere la famosa alabarda di S. Sergio, stemma di Trieste.
  • Museo Civico Sartorio: contiene opere come l’Adorazione dei Magi di Palma il Giovane, la Sacra Conversazione di Bartolomeo Montagna, una Madonna del Sassoferrato, una ricca collezione di disegni di Giambattista Tiepolo e  belle ceramiche.  
  • Museo del Mare: famoso anche all’estero per le ricche collezioni di modelli originali di navi di ogni epoca, ospita cimeli di G. Ressel, l’inventore dell’elica. Una sala è dedicata a Marconi ed alla nave Elettra.
  • Faro della Vittoria: opera dell’architetto triestino Arduino Berlam e dello scultore Giovanni Mayer, il bianco Faro illumina il Golfo di Trieste e, al contempo, funge da monumento commemorativo dei caduti in mare durante il I conflitto mondiale come testimonia l’iscrizione “Splendi e ricorda i caduti sul mare”.  I lavori iniziarono nel febbraio 1923 e si conclusero il 24 maggio 1927, con una cerimonia di inaugurazione a cui prese parte l’allora Re d’Italia Vittorio Emanuele III.  Il faro è costituito da un ampio basamento comprendente anche il bastione del preesistente forte austriaco ed è ricoperto di pietre d’Istria. Sopra la colonna monumentale vi è un “capitello” a sostegno della “coffa”, così chiamata in chiari termini marinareschi, in cui è inserita la lanterna, la cui gabbia è realizzata in bronzo e cristallo, coperta da una cupola in bronzo con decorazioni a squame. All’apice della cupola svetta la statua in rame della Vittoria.
  • Grotta Gigante: situata nell’omonimo Borgo, a soli 15 km dalla città. Si tratta della più grande caverna aperta al pubblico, con i suoi 65 mt di larghezza, 280 mt di lunghezza ed una volta a cupola di 107 mt con sbalorditive formazioni a “canna d’organo”. Si distingue anche per la ricchezza delle stalattiti e stalagmiti e per le concentrazioni di calcite che ricoprono le pareti. All’interno della grotta trova installazione, inoltre, una sensibilissima strumentazione scientifica, costituita da sismografi e pendoli geodetici, che rendono l’ambiente un laboratorio davvero unico.
  • Riserva Marina di Miramare: nel 1986, è un'area protetta situata ai piedi dell’omonimo promontorio. L’ambiente, di tipo marino - costiero, è roccioso verso riva, via via più fangoso spingendosi in mare aperto (fino ad una profondità massima di 18 mt). Trattandosi di un ambiente protetto, esso si presenta ad elevata biodiversità, elemento che fa della Riserva stessa un ambiente unico e di gran pregio. All’interno del parco è stato realizzato uno splendido “Giardino delle Farfalle”.
  • Kleine Berlin: complesso di gallerie antiaere realizzato dai Tedeschi come ricovero per i propri soldati ed impiegati civili che operavano nella zona del Tribunale nel periodo della fine del secondo conflitto mondiale.
  • Museo Revoltella: è una galleria di arte moderna triestina fondata nel 1872 dal barone Pasquale Revoltella. Le opere esposte oggi sono circa 350 tra dipinti e sculture, conservate in un’ambientazione estremamente suggestiva.
  • Arco di Riccardo: fatto erigere da Ottaviano nel 33 a.C. La leggenda narra che l’arco sia legato alla memoria di Riccardo Cuor di Leone che, di ritorno dalla Terra Santa, sarebbe stato tenuto prigioniero a Trieste.
  • Casa Pancera: notevole espressione dell’architettura triestina dovuta a Matteo Pertsch nel 1818.
  • Chiesa di S. Michele al Carnale: struttura gotica del XIV secolo.
  • Resti romani: da ammirare sono il tempio capitolino del I secolo d. C., resti della cavea e della scena di un teatro capace di 6000 spettatori, che risale ai primi del II secolo d.C. Dietro sorge un piccolo Antiquarium con reperti di un’abitazione del I secolo d.c. e di un sepolcreto del  II secolo, utilizzato fino al VI secolo.
  • Chiesa di S. Nicolò dei Greci: costruita nel 1784-87, ha una composta facciata neoclassica con campanili gemelli.
  • Palazzo Aedes: detto “il grattacielo”.
  • Chiesa di S. Antonio Nuovo: costruzione di Pietro Nobile del 1827-42.
  • Piazza Ponterosso: antica piazza del borgo teresiano, che prese il nome dal ponte levatoio in legno che univa le due sponde del Canal Grande; ospita una fontana settecentesca sormontata dalla popolare figura del “Giovannin”.
  • Museo “Scaramangà di Altomonte”: contiene una piccola, ma importante collezione di storia ed arte triestina.
  • Corso Italia: è il luogo del tradizionale “liston” (passeggiata). Per questa via centrale passarono nel 1914, diretti a Vienna, i feretri della coppia arciducale assassinata a Sarajevo.
  • Pescheria: grande edificio progettato nel 1913 da Giorgio Polli che ospita, nell’interno a vetri, il caratteristico mercato del pesce. In un’ala sormontata dalla graziosa mole della Torre dell’Orologio, è sistemato l’Acquario marino, che custodisce affascinanti esemplari della fauna marina dell’Adriatico.
  • Piazza Oberdan: si apre sul luogo ove nel 1882 Guglielmo Oberdan fu impiccato dagli Austriaci.
  • Stazione marittima: occupa il molo dei Bersaglieri (vi sbarcarono nel 1918) la costruzione progettata nel 1930 dal Nordio. Di là dalla stazione si protende il Molo Audace (dal nome della prima nave da guerra italiana che vi approdò nel 1918), tradizionale passeggiata dei Triestini, bellissima soprattutto al tramonto con le luci del porto.
  • Sinagoga: considerata una delle più belle ed ampie esistenti al mondo, fu costruita tra il 1902 ed il 1910 su progetto degli architetti R. ed A. Berlam, i quali sembrano si siano ispirati alle rovine della città di Baalbek, in Asia Minore, ritenendo di ravvisare in quelle costruzioni i caratteri architettonici più prossimi al popolo ebraico.

 

 

 

 

Copyright StarNetwork s.r.l.
Testi:
Stefania Maffeo

meteo
 

Ricerca hotel

Destinazione
Arrivo
Partenza
 
Prenotazione aerei
Dieta Meridionale - sito web
Altri portali del circuito StarNetwork