La Scuola Eleatica, gruppo filosofico pre-socratico, nacque e fiorì a Velia al principio del V secolo a.C. ad opera di Parmenide, il suo più grande teorico e rappresentante, e dei suoi discepoli Zenone e Melisso di Samo. La Scuola Eleatica ebbe grande influenza sulle altre correnti filosofiche che seguirono - tra queste l'atomismo e la scuola socratica - e ancora oggi informa gran parte del pensiero contemporaneo; alla sua base vi era la ricerca di un Essere che avesse le caratteristiche di unico, eterno e immutabile e che fosse in contrasto con l'illusorio mondo dei sensi.
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Parmenide
Parmenide è vissuto ad Elea tra il 510 e il 435 a.C. circa. Sin da ragazzo viene a conoscenza delle maggiori idee filosofiche del tempo, in particolare delle teorie degli Ionici dell' isola di Mileto. Ben presto, grazie alla sua condizione di nobile e alla stima di cui gode da parte della popolazione locale, acquista un posto di spicco tra le cariche politiche più importanti del luogo, occupandosi della compilazione della nuova costituzione. Le sue teorie filosofiche sono espresse nell'unica opera rimasta, Intorno a la natura. Parmenide contrappone la verità, alla cui base vi è la ragione, che sola può portarci alla conoscenza dell'Essere vero, immutabile e unico, e l'opinione, basata invece sulla percezione dei sensi, che ci conducono alla conoscenza di un Essere apparente, e per questo ingannevole. La ragione ci rivela che l'essere è e non può essere che se stesso (principio d'identità) mentre il non essere non è e non può pertanto nemmeno venir pensato (principio di contraddizione). |
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Zenone
Zenone nasce ad Elea nel 485 a.C. circa. Adottato da Parmenide dopo la morte dei genitori, ne diviene ben presto fedele discepolo. Anche di lui ci è rimasta una sola opera, in cui ritroviamo rafforzate le tesi di Parmenide. Zenone adotta l'uso dei paradossi per controbattere, evidenziandone la contraddittorietà, le affermazioni degli avversari del suo maestro. I suoi paradossi possono distinguersi in due categorie: quelli contro la pluralità e quelli contro il movimento. Tra questi ultimi, con i quali Zenone in pratica afferma l'inesistenza del movimento, ricordiamo il paradosso della dicotomia, quello di Achille e la tartaruga, quello della freccia e quello dello stadio. |
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Melisso
Melisso - originario di Samo, nella Ionia minore - ha contribuito alla diffusione della filosofia eleatica rendendo in un linguaggio logico e razionale i concetti astratti di Parmenide. Nel suo poema Sulla Natura o sull'Essere difende le tesi del maestro Parmenide ed elabora altre argomentazioni che in parte si discostano da quest'ultimo. Egli sostiene che solo la conoscenza razionale può cogliere la natura dell'Essere, che lui inoltre definisce immutabile e incorporeo. L'essere, secondo Melisso, è pieno mentre il non essere è vuoto. E lo stesso movimento, in quanto spostamento nel vuoto, non può esistere poiché ciò presupporrebbe l'esistenza del vuoto e, quindi, del non essere. | |