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Per sottrarsi agli Unni di Attila, nel V secolo, i Veneti della terraferma si rifugiarono nelle isole dell’estuario, organizzandosi in una comunità che si sostentava con la pesca e lo sfruttamento delle saline (la leggenda ricorda la data di fondazione del 25 marzo del 421). All’inizio furono insediamenti temporanei, in attesa che l’invasore passasse, per poi divenire stabili una volta che i rifugiati si abituarono alla vita lagunare e la trovarono più sicura. Così, nel corso dei secoli, sorse una nuova città sull’acqua su 118 isole. I lagunari tennero testa alla pressione dei Franchi e riconobbero l’autorità bizantina. Venezia sviluppò un forte spirito d’indipendenza che la portò ad essere la più potente tra le quattro celebri Repubbliche Marinare (Genova, Pisa ed Amalfi). Il capo del governo era il Doge (corrispondente al latino dux) ed il primo fu Paoluccio Anafesto nel 697. Nei secoli Venezia divenne la capitale della Repubblica Serenissima Veneta, che fu la più lunga e duratura Repubblica della storia (sia pur una repubblica aristocratica, circa 1000 anni di unità e di indipendenza nazionale: una sorta di illuminata oligarchia per la presenza del Maggior Consiglio). Non divenne mai signoria principesca né monarchia ed impero, restando sempre fedele allo spirito repubblicano. Non fu mai invasa da esercito straniero, non conobbe né feudalesimo né guerriglia di fazioni. I fiorenti rapporti commerciali e la vittoriosa crociata del 1204 conferirono alla città potere e ricchezza, che si manifestarono nel fiorire dell’arte e nell’architettura. Venezia fu sconfitta da Genova nel 1354; la guerra riprese nel 1376, per il possesso dell’isola di Tenedo, allo sbocco dello stretto dei Dardanelli, di enorme importanza per il commercio marittimo nel Mar Nero. I Veneziani, dopo un iniziale successo, furono sconfitti a Pola dai Genovesi che occuparono Chioggia e posero l’assedio a Venezia. I lagunari, però, riuscirono ad allestire una nuova flotta e ad assediare a loro volta i Genovesi a Chioggia, i quali furono costretti ad arrendersi (1380). Iniziò un periodo di forte espansione: la Serenissima controllava gran parte delle coste dell’Adriatico, molte delle isole dell’Egeo, inclusa Creta. Il territorio della Repubblica in Italia si estendeva fino al Lago di Garda ed al fiume Adda. Nel 1508 i contrasti con il papa per il controllo delle Romagne portarono alla Lega di Cambrai, un’alleanza contro Venezia stretta tra il pontefice Giulio II, il re Luigi XII di Francia, l’imperatore Massimiliano I e re Ferdinando II d’Aragona. Ad Agnadello, il 14 maggio 1509, i Veneziani furono duramente sconfitti dai Francesi. Papa Giulio II, però, temendo il predominio francese sul nord Italia siglò la pace con i Veneziani dopo la loro "umile sottomissione". La perdita di importanza delle rotte mediterranee a favore delle nuove vie commerciali atlantiche aperte dai viaggi di esplorazione e dalla colonizzazione dei continenti extraeuropei (il portoghese Vasco Da Gama dimostrò che l’Africa era circumnavigabile) segnò l’inizio dell’emarginazione commerciale di Venezia, aggravata pure dal continuo avanzare degli Ottomani. Dal mare le erano venute la salvezza e la ricchezza, dal mare le veniva anche il crollo: il Mediterraneo non era più indispensabile per trafficare con le Indie. Nel 1571 i Veneziani contribuirono alla vittoria di Lepanto sui Turchi, ma fu un successo momentaneo fino alla definitiva sconfitta veneziana a Candia. Dopo 1070 anni d’indipendenza, il 12 maggio 1797 la città si arrese a Napoleone Bonaparte. Il Doge Ludovico Manin fu costretto ad abdicare, il Consiglio venne sciolto e fu proclamato il Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia. Il 17 ottobre dello stesso anno, per il Trattato di Campoformio, Venezia passò all’Austria. In seguito alla Restaurazione con il congresso di Vienna, la città passò al Regno Lombardo-Veneto. Partecipò alle lotte risorgimentali: il 17 marzo 1848 i patrioti veneziani insorsero e liberarono Daniele Manin e Niccolò Tommaseo. Dopo il ritiro degli Austriaci, venne nuovamente proclamata la Repubblica, affidata ad un triumvirato. Nel 1849, Venezia resistette per quattro mesi ad un lungo assedio austriaco, arrendendosi solo il 18 agosto, a causa della fame e di una grave epidemia di colera. Nel 1866, dopo la Terza Guerra d’Indipendenza, fu annessa al Regno d’Italia. Il 4 novembre di un secolo dopo la città subì un pauroso allagamento: l’azione congiunta della marea e dello scirocco alzò la laguna all’altezza di 1,94 mt sopra il livello medio.

 

 

 

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Testi:
Stefania Maffeo
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