SARNO, PRIMA E DOPO L’ALLUVIONE DEL 1998
Al margine dell’omonima piana agricola, tra il Vesuvio ed i Monti Lattari, si estende la cittadina di Sarno sui luoghi di alcuni insediamenti preistorici risalenti al IV millennio a .C. Città di antichissime origini, prende il nome dal monte che la sovrasta.
Il comune di Sarno è un importante centro agricolo e commerciale, sorge alle falde della catena montuosa del Pizzo D’Alvano, nella pianura bagnata dal fiume Sarno. Recentemente, nel maggio 1998 una serie di frane, scostatesi dal sovrastante Pizzo D’Alvano, ha provocato numerose vittime ed ingenti danni ai fabbricati in località Episcopio. Pur gravemente danneggiata l’economia di Sarno, incentrata su agricoltura e commercio, nonché supportata dalla presenza di diverse industrie, ha mostrato confortanti segni di ripresa.
Da non perdere il Venerdì Santo la processione dei paputi, membri delle sette confraternite, che sfilano in processione portando delle croci di legno, tra i canti dei fedeli. Vestiti ed incappucciati con tuniche bianche (solo la Confraternita di San Matteo indossa cappucci rossi, altri colori prevalenti sono il celeste e il viola), salgono alla Collegiata di San Matteo attraverso il borgo detto Terravecchia, mimando l’ascesa di Cristo sul Golgota.
Da visitare il Duomo di Episcopio, edificato nel 1066. L’interno è impreziosito da opere di Angelo Solimena e della sua bottega. Notevole è anche la sacrestia, con volta affrescata, del XVIII sec. Il campanile a pianta quadrata, con apertura a cuspide e monofore ad arco acuto, è l’unico elemento medioevale sopravvissuto. Tutti i reperti storici rinvenuti negli scavi archeologici nella zona, tra cui quelli di Noce, sono conservati nel Museo della Valle del Sarno.
Sarnese era Mariano Abignente, uno dei partecipanti alla Disfida di Barletta tra Italiani e Francesi che si tenne il 13 febbraio del 1503, a cui è dedicato un monumento e sono conservati a Sarno anche lo stocco ed il pugnale.
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