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FIRENZE, CULLA DEL RINASCIMENTO
Circondata dai colli di Fiesole e di Settignano, di Careggi e di Bellosguardo, compare Firenze solenne: il fiume Arno l’attraversa separandola in due sponde morbide. L’austera mole del Duomo pare quasi accovacciata maternamente sulla città, che, ricca di civiltà, ci rammenta l’impronta che ha lasciato nella storia del mondo. Firenze è sempre uguale, culla d’arte, conserva intatta la raffinata eleganza del tessuto urbano, addormentata nel suo sonno quattrocentesco. Infatti ciò che avvenne nel XV secolo fu un fervido fiorire di talenti e di opere: l’intrepido Donatello, con il David, scolpì il primo nudo del Rinascimento; il Pollaiolo fu il primo artista a studiare anatomia direttamente sul cadavere; il Verrocchio tenne il giovane Leonardo a bottega; Michelangelo, che crebbe in casa Medici, riceveva consigli paterni dal Poliziano.
La Firenze del Cinquecento conobbe il geniale pensiero del Machiavelli e del Guicciardini, fondò l’Accademia della Crusca per difendere il fiorentino, assurto ormai a lingua scritta esemplare.
La Firenze del Seicento privilegiò la scienza con la protezione offerta a Galileo Galilei, con il suo motto "provando e riprovando".
Il fascino di Firenze va spesso oltre il suo patrimonio artistico. Esso è racchiuso anche nell’atmosfera delle sue vie, nella fiorentinità espressa dai luoghi di ritrovo, dalle librerie, dalle trattorie, dalle vetrine dei negozi.
Per assaporare fino in fondo il fascino del capoluogo toscano, non bisogna dimenticare che anche la cucina è un’arte: fiore all’occhiello della gastronomia fiorentina è la celeberrima bistecca, che deve rigorosamente essere cotta alla brace, non sul gas, e restare al sangue. Per gustarla al meglio, va accompagnata con uno degli ottimi vini rossi che si producono sui colli circostanti la città.
Ugo Foscolo, dopo aver lasciato la città toscana, scriveva in una lettera datata 1813: "L’Anima mia torna sempre a Firenze".
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