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GLI SCAVI ARCHEOLOGICI
Sono cinti da mura di fortificazione, interrotte, frequentemente, da piccole torri difensive. L’intera area doveva essere suddivisa in tre settori, due dei quali riconoscibili in veri e propri quartieri con porto militare, agorà, impianto termale, santuario ed Acropoli, in cui sono ben visibili il basamento di un grande tempio del V sec. a.C. e lo stupendo muro del recinto sacro.

Gioiello della città antica è Porta Rosa, un arco in pietra unico esponente di arco a tutto sesto dell’architettura greca, risalente alla metà del IV sec. a.C. La Porta Rosa fu costruita intorno alla metà del IV sec. a.C. in un punto molto stretto di una gola naturale e consentiva il passaggio dal quartiere meridionale al quartiere settentrionale della città. Il suo nome deriva dal suo scopritore Mario Napoli, che diede alla porta il nome della moglie Rosa. Per il suo perfetto stato di conservazione, illustra con efficacia le conoscenze dei Focei, marinai e mercanti.

Ai piedi dell’Acropoli sorgono i resti dell’insediamento abitativo più antico della città, risalente alla metà del VI sec. a. C., quindi troviamo i resti di un piccolo teatro che risale al III sec. a.C. Sulla terrazza superiore vi è il tempio ionico, che si presume fosse dedicato ad Athena, e che è in parte sormontato dalla torre del castello normanno.

Le Terme ellenistiche risalgono al III sec. a.C. Si riconoscono tra i resti uno spogliatoio, un ambiente con vasche individuali e altri non bene identificati, tutti riscaldati dal sottosuolo. Le Terme romane risalgono, invece, alla prima metà del II sec. d.C. Le mura esterne sono in pietra e mattoni, mentre i pavimenti presentano dei bei mosaici.

Dalla città provengono numerose iscrizioni greche e latine, nonché statue di medici della scuola veliana che si possono ammirare nella chiesetta all’interno dell’area archeologica.
Sull’acropoli si staglia il castello normanno di Guaimario (XIII sec.), attorno al quale si sviluppò il centro abitato medievale di Castellammare della Bruca che sopravvisse fino alla metà del XVII sec.

Oltre ai reperti architettonici, nel corso degli scavi sono state rinvenute numerose sculture raffiguranti personaggi sacri e non, mosaici, pregevoli bassorilievi, strutture architettoniche decorative, ceramiche e monete, le quali attestano il grado di floridità raggiunto dalla città greca.

 

 

 

 

 

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Testi: Stefania Maffeo

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