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VENEZIA, LA CITTA’ NATA SUL FANGO
È una città unica dichiarata, nel 1979, patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Sorge come d’incanto sulle isole della Laguna Veneta, nel Mar Adriatico ed il fenomeno dell’acqua alta (molto frequente nel periodo autunnale) cui è soggetta contribuisce ad accrescerne il fascino. L’alta marea allaga buona parte della città rendendo difficile camminare per calli e campi. È tuttavia possibile trovare le passarelle che sono tavole di legno appoggiate su dei supporti in ferro che dovrebbero servire a creare percorsi "asciutti". La città lagunare è suddivisa in sei antichi distretti amministrativi o sestieri: Cannaregio, Castello, Santa Croce, San Marco, Dorsoduro e San Polo.
Venezia è la città più complessa e sfuggente del mondo: la sua natura anfibia si ripercuote in ogni manifestazione della sua vita, fisica e spirituale, del singolo e della collettività. Qui ogni cosa è bifronte e contiene in sé il suo contrario, come nel flusso della marea è già implicito il reflusso. Venezia è l’Adriatico e la terraferma, il Gotico ed il Barocco, l’Oriente e l’Occidente. La stessa città è un’antinomia, una sfida alla natura, un’eccezione della storia. Venezia nacque come sfida al mare sul fango di una laguna. Thomas Mann, nel suo indimenticabile "La morte a Venezia" recitava: "In nessun altro modo se non per nave, dall’ampio mare, si sarebbe dovuto porre il piede nella città inverosimile fra tutte". Il fascino di Venezia sta nella sua apparente immutabilità, nel suo resistere al tempo. Prima ancora che un’anomalia urbanistica, è un modo inedito di stare al mondo, è l’esistenza reinventata da cima a fondo.
Chi vuole scoprire gli angoli più nascosti e penetrare nel silenzio dei canali secondari deve scegliere le gondole, le tradizionali imbarcazione che, dal 1630, sono dipinte di nero, in ricordo della tragica pestilenza che colpì la città.
Il grande architetto svizzero Le Corbusier definì Venezia, la città inimitabile creata dal fango, come "un dono di Dio che non si deve toccare".
Copyright StarNetwork s.r.l. Testi: Stefania Maffeo |