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L’AREA DEI MONTI GELBISON E CERVATI
itinerari naturalistici
Una zona che riserva bellezze paesaggistiche ed ambientali eccezionali. È possibile praticare trekking a piedi ed a cavallo, attività sportiva, equitazione, percorsi guidati tra i boschi di macchia mediterranea nelle aree di verde attrezzato, tra le selve, alla scoperta della flora e fauna locale.
 

L’area comprende i Comuni di Cannalonga, Castelnuovo Cilento, Ceraso, Gioi Cilento, Moio della Civitella, Novi Velia, Orria, Perito, Salento e Vallo della Lucania.

Una zona che riserva bellezze paesaggistiche ed ambientali eccezionali. È possibile praticare trekking a piedi ed a cavallo, attività sportiva, equitazione, percorsi guidati tra i boschi di macchia mediterranea nelle aree di verde attrezzato, tra le selve, alla scoperta della flora e fauna locale.

Il patrimonio naturalistico è di fondamentale importanza per l’attività turistica che, soprattutto negli ultimi anni, si sta sviluppando sempre più in strutture agrituristiche che rappresentano un’ottima soluzione per un territorio che, assieme alle bellezze storiche e artistiche, ha una fiera tradizione culturale contadina.

 

STORIA

I paesi compresi nell’area hanno condiviso le vicende dell’antica Elea (Novi Velia), città fondata dai Focesi nel 540 a. C., sede della più prestigiosa scuola filosofica presocratica, patria del poeta dell’essere, Parmenide.

Nei secoli a venire si sono succeduti numerosi feudatari al dominio della Baronia di Novi.

L’area è stata protagonista dei moti risorgimentali  e delle lotte antiborboniche e numerosi esponenti delle rivolte, nativi dei Comuni dell’area, hanno pagato con la loro vita il tributo alla Patria.

 

 

FOLKLORE E MANIFESTAZIONI

  • Festività della Santa Patrona Barbara a Salento festeggiata il 29 luglio ed il 4 dicembre. La festa del 29 luglio fu istituita nell’immediato dopoguerra per ringraziare la Santa per lo scampato pericolo corso durante il bombardamento aereo degli alleati avvenuto la notte del 29 luglio del 1943. Durante questa incursione aerea né la popolazione né il paese subirono danni rilevanti. Da allora, il 29 luglio di ogni anno, alle tre del mattino, orario del bombardamento, vengono sparati dei colpi per ricordare l’avvenimento
  • Vasci portuni e pertose a Perito: il borgo apre portoni e memorie storiche ai viandanti; l’evento

     coinvolge tutti gli abitanti e i palazzi storici del paese, tra degustazioni, mostre, incontri e spettacoli (agosto)

  • Mostra- mercato del Fico Bianco del Cilento ad Orria, durante la quale si può degustare la porchetta con le patate ed i fichi con il prosciutto (settembre)
  • Fiera della Frecagnola con degustazione di prodotti tipici locali a Cannalonga
  • Sagra della parmigiana a Castelnuovo Cilento (agosto)
  • Festa del fiume a Ceraso (agosto)
  • Per Archi e Vuttari, antichi mestieri  e sapori dimenticati a Gioi Cilento (agosto)
  • Sagra del Vino con mostra-mercato a Moio della Civitella (agosto)
  • Sagra de Re mortedda, formaggio a pasta filata, molto simile alla mozzarella, servito su foglie di “mortedda” o mortella, pianta aromatica a Novi Velia (agosto)
  • Borsa verde dei Territori Rurali Europei a Vallo della Lucania (ottobre)

     

     

    MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI

    • Chiesa di Santa Barbara a Salento. Lo stile architettonico della chiesa, che si rifà al barocco, richiama quello delle province napoletane della seconda metà del ‘700, essendo una struttura a tre navate. La chiesa è un pregevole monumento, in cui si distingue la torre campanaria con l’orologio, realizzata con uno stile architettonico unico nel Cilento. In essa si trova un organo della scuola napoletana del 1846
    • Chiesa di San Nicola a Perito
    • Museo della Civiltà Contadina ad Orria, che raccoglie alcune testimonianze della cultura contadina legate in particolare alla coltivazione del fico; un museo spontaneo che esibisce gli oggetti raccolti, come attiva proposta di incontro con il visitatore. Si tratta di un Museo che cerca di incoraggiare la conoscenza del territorio agricolo cilentano, soprattutto nel ciclo di un prodotto, il fico, comunemente conosciuto come il pane dei poveri, altamente energetico e di uso comune nel Cilento contadino. Le cose viste all’interno del Museo è possibile viverle in modo diretto e partecipato anche all’esterno, attraverso percorsi che permettono ai visitatori di osservare direttamente le cose, i luoghi e le diverse caratteristiche botaniche e paesaggistiche
    • Chiesa di Santa Lucia a Cannalonga
    • Torre angioina a Castelnuovo Cilento, dal quale è possibile ammirare un giardino che è un’esplosione di archi, stalagmiti, rivestiti di una ghiaia minuta
    • Chiesa di San Nicola di Bari a Ceraso, che si presenta con una facciata di stile neoclassico, mentre nell’interno si conservano decorazioni in stucco del periodo tardo barocco. La copertura è costituita da una volta a botte. Sorprende per le sue grandi dimensioni
    • Convento di San Francesco a Gioi Cilento, inaugurato il 12 ottobre del 1466, ove dal giardino è possibile ammirare un vasto panorama sulla Valle dell’Alento
    • Museo della civiltà contadina del Cilento a Moio della Civitella. È il risultato di un’interessante iniziativa didattica delle scuole elementari. Esse, spesso, hanno portato alla luce e, forse, sottratto alla distruzione oggetti rarissimi, veri e propri cimeli del passato, d’immenso valore per la locale cultura contadina. Il Museo costituisce una rassegna ampia, pressoché completa ed anche spettacolare di quanto attiene all’attività ed alla cultura del mondo rurale. Si articola in numerose sezioni, delle quali le più ricche e interessanti sono quella domestica (ricostruzione della casa del contadino); tessile (che accoglie un ricchissimo corredo di attrezzi, che mette subito in evidenza l’importanza nel passato del settore tessile per l’economia della zona); olivicola (che conserva svariati pezzi atti ad estrarre del prezioso olio); cerealicola (in questa sezione si possono ammirare una dovizia di attrezzi da lavoro ormai passati di moda); vinicola (è fedelmente ricostruita un’antica cantina); storico-religiosa (la sezione storica è contenuta in bacheche con fotografie, quadri e cartelloni raffiguranti personaggi e vicende locali in relazione alle rivolte contadine e politiche del secolo scorso. Quella religiosa rivela, attraverso la numerosa esposizione di oggetti, l’attaccamento del mondo contadino ai valori trascendentali)
    • Chiesa di Santa Maria dei Longobardi a Novi Velia, con soffitto ligneo e pregevoli dipinti. Conserva una scultura lignea di Santa Margherita ed il gruppo scultoreo dell’Annunciazione
    • Museo Diocesano a Vallo della Lucania, ricco di statue lignee ed opere pittoriche della tradizione locale. È un luogo di arte sacra che rappresenta tutto il Cilento; non c’è paese che non ha contribuito con un oggetto sacro, riconducibile alla religiosità popolare. Le sale del Museo rappresentano una realtà viva, sono pagine di storia e di radici di un’identità religiosa dalle caratteristiche inconfondibili. Gli oggetti esposti sono il simbolo di secoli di fede cristiana, caratterizzata da un comune sentire religioso, che diventa spesso forza per affrontare e superare le difficoltà quotidiane. Il Museo Diocesano può definirsi il simbolo della fede cristiana e di una civiltà cilentana, profondamente legata alla realtà umana, alla dignità della persona, al lavoro come mezzo di realizzazione del proprio essere. Il percorso museale di arte sacra parte dall’antica e vasta diocesi di Capaccio e rappresenta una vasta territorialità, in un percorso di geografia artistica legata alla spiritualità che, negli strati più popolari, si è manifestata come sentire religioso spesso pervaso da elementi magici e pagani

     

    ECONOMIA

    L’economia è basata principalmente sull’agricoltura, che si esprime in ricche coltivazioni di ulivo e vite. È possibile anche degustare diversi prodotti tipici, tra cui miele, salumi, derivati caseari, frutta secca, fichi e castagne.

    Le risorse boschive sono altrettanto importanti e incentivano l’edilizia e il lavoro artigianale in massello.

    Naturalmente il patrimonio naturalistico è di fondamentale importanza per l’attività turistica che, soprattutto negli ultimi anni, si sta sviluppando sempre più in strutture agrituristiche che rappresentano un’ottima soluzione per un territorio che, assieme alle bellezze storiche e artistiche, ha una fiera tradizione culturale contadina.

 

 

 

 

copyright Starnetwork srl- tutti i diritti riservati
Testi: Stefania Maffeo

 
 
 
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