Un ambiente naturale quasi intatto, che offre variegate e molteplici possibilità per trasformare una semplice vacanza in una occasione irripetibile di conoscenza di tradizioni e di ritmi antichi mai rinnegati.
Comprende i Comuni di Alfano, Ascea, Camerota, Celle di Bulgheria, Centola, Cuccaro Vetere, Futani, Laurito, Montano Antilia, Pisciotta, Roccagloriosa, Rofrano, San Giovanni a Piro e San Mauro La Bruca.
Il territorio è essenzialmente collinare, anche se non mancano vette come il Monte Bulgheria. Sulle colline sono presenti soprattutto gli olivi ed i boschi ricchi di macchia mediterranea.
Visitare questa comunità è davvero un’esperienza stimolante, poiché la magia e la bellezza di questi luoghi conducono in una dimensione dove arte, cultura, natura e storia sono ravvisabili in ogni angolo.
STORIA
La leggenda si fonde con la storia. Palinuro e Kamarotòn (Camerota) aleggiano sui siti archeologici della Molpa, di Roccagloriosa e di Elea-Velia, ove fiorì la Scuola Eleatica di filosofia che ebbe in Parmenide il suo massimo esponente. Qui è stata scoperta la famosa Porta Rosa, unico esempio di arco greco di tutta la Magna Graecia.
Una successione di dominazioni, a partire dai saccheggi saraceni, con Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e signorotti locali, come Sanseverino, Caracciolo ed altri, si sono avvicendate nell’area.
Molto alto il tributo pagato alla causa risorgimentale da parte di tutti Comuni rientranti nella zona fluviale.
FOLKLORE E MANIFESTAZIONI
- Festività della Madonna del Rosario ad Alfano. La particolarità è che la statua in processione viene portata da sei ragazze. Nel paese anticamente veniva festeggiata la Madonna delle Rose. A ricordo di ciò vi è ancora una statua della Madonna con una rosa tra le mani (ottobre)
- Teatro classico negli scavi e nel teatro auditorium Parmenide ad Ascea (estate)
- Agruturist a Cuccaro Vetere. Il paese rivive le atmosfere del 1800, vicoli, taverne, torchio e cantine, chiese, palazzi, portali, illuminati solo dalla luce di fuochi e lanterne (agosto)
- Parchi ed Oltre a Futani, rassegna di salvaguardia e valorizzazione delle identità locali, di promozione e sviluppo in rete delle culture e delle tradizioni popolari dei Parchi Nazionali Meridionali (luglio)
- Sagra popolare a Laurito (Ferragosto)
- Sagra della pariglia a Montano Antilia: si prepara friggendo peperoni con cipolla e strutto, si aggiungono pezzetti di carne di maiale, cacciagione e piselli, si fa rosolare il tutto; da parte si cuoce il riso, si amalgama il tutto e si serve caldo
- Sagra della salsiccia a Roccagloriosa (agosto)
- Sagra del fusillo a Rofrano (agosto)
- Scario Musica Festival di musica Rock a San Giovanni a Piro (agosto)
- Estate Sammaurese con appuntamenti vari a San Mauro La Bruca
- Maratona internazionale degli ulivi a Pisciotta (settembre)
- Sagra della salsiccia centolese a Centola (agosto)
- Carnevale del mare, sfilata allegorica nel cuore della cittadina con spettacoli, giochi, premiazioni, sagra del pesce azzurro e fuochi pirotecnici a Camerota (estate)
- Notte di San Lorenzo sul Monte Bulgheria a Celle di Bulgheria (10 agosto)
MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI
- Chiesa di San Nicola di Mira ad Alfano. Belle e preziose sono al suo interno alcune statue, raffiguranti i santi venerati in città, ed un’acquasantiera, costituita in pietra calcarea e risalente al primo ‘500. La statua del Santo, venerata dagli Alfanesi si segnala per la sua buona fattura, che viene esaltata dall’armonia cromatica del verde e dal rosso degli indumenti ed alcuni particolari tipici dell’iconografia del santo, tra cui il libro e pastorale
- Scavi archeologici ad Ascea. Sono cinti da mura di fortificazione, interrotte, frequentemente, da piccole torri difensive. L’intera area doveva essere suddivisa in tre settori, due dei quali riconoscibili in veri e propri quartieri con porto militare, agorà, impianto termale, santuario ed Acropoli, in cui sono ben visibili il basamento di un grande tempio del V sec. a.C. e lo stupendo muro del recinto sacro. Gioiello della città antica è Porta Rosa, un arco in pietra unico esponente di arco a tutto sesto dell’architettura greca, risalente alla metà del IV sec. a.C.
- Chiesa di San Pietro Apostolo a Cuccaro Vetere. Sono conservati nel suo interno quadri del 1700, statue in legno ed un organo a canne. Di pregio l’altare maggiore in marmi policromi intarsiati e le acquasantiere in pietra lavorata. Ben inserito nel contesto artistico del tempio è il portone in bronzo ideato dall’artista Mario Modica, che si è ispirato nel realizzarlo alla vita del santo patrono San Pietro Apostolo
- Chiesa di San Marco a Futani. All’interno vi si conserva un’urna cineraria di epoca romana considerata estremamente interessante, ora adattata a fonte battesimale
- Chiesa di San Filippo D’Agira a Laurito, che risale al XII sec. Vi troviamo affreschi d’influenza orientale del 1400 circa e statue di Santi. Esiste un organo a canne del 1700 ed una Pala lignea di San Raffaele. I dipinti esistenti costituiscono la decorazione delle pareti e della volta della cappellina gotica inglobata nella chiesa. Di particolare interesse la scena nella Natività: la zona più alta è dedicata all’annuncio ai pastori (è visibile un angelo, un pastore ed il suo gregge), la zona mediana alla nascita di Gesù (dietro la grotta sono visibili i Magi che arrivano), la zona bassa ad un episodio non riportato nel Vangelo, ma dai Vangeli apocrifi, e completamente scomparso nell’arte occidentale dal XVI sec.: la Vergine viene assistita al momento della nascita dal Figlio divino da due levatrici, Salomè e Mea che lavano il neonato
- Chiesa di San Nicola di Mira a Montano Antilia, certamente di origine bizantina. Formata da una sola navata retta su un’arcata centrale, sostenuta da strutture di legno. La volta di legno presenta una superficie decorata da bellissimi altari e con elementi decorativi di stucco in rilievo, certamente di stile barocco. Sul lato destro vi sono delle piccole cappelle: una dedicata alla Madonna Addolorata, con altare in marmo e ben decorata; e l’altra dedicata a San Pasquale con all’interno una statua lignea deteriorata a causa del terremoto del 1980. Nella sacrestia sono presenti due mobili d’epoca e sulla porta d’ingresso vi è una nicchia con all’interno una statua rappresentante la Madonna seduta col Bambino
- Scavi di Fistelia a Roccagloriosa. Risalgono al V sec. a.C. i resti di una tomba molto antica, con un ricco corredo e due vasi di bronzo di provenienza etrusco-campana. Tra gli altri reperti un’edicola votiva. La floridezza economica del luogo è documentata dal ritrovamento di gioielli d’alta oreficeria: fibule, bracciali, anelli, collane. Anche pregevoli esemplari di ceramica dipinta a figure rosse riflettono la molteplicità dei rapporti economici e culturali tenuti dalla comunità con altri centri. Resti di ville d’età imperiale rinvenute in varie contrade, inoltre, attestano l’importanza agricola dell’area, fino a circa il III sec. d.C. Tra gli insediamenti venuti alla luce con gli scavi si distinguono almeno tre grossi complessi con cortile centrale basolato e delimitato da portici. Certamente questo costituisce un gruppo di abitazioni di notevole livello, appartenute verosimilmente a gruppi elitari della comunità ivi stanziata
- Santuario di Grottaferrata a Rofrano, che ospita un pregevole Crocifisso ligneo rinascimentale ed un’antichissima statua raffigurante la Madonna con bambino, iconograficamente affina a quella della dea pestana Hera Argiva (come lei, infatti, reca nella mano un melograno). Dell’antico convento, cancellato da altre costruzioni nel corso del tempo, rimangono soltanto i resti della cinta
- Chiesa di San Gaetano da Thiene a San Giovanni a Piro, costruita intorno al 1660 sotto il papato di Alessandro VII. L’edificio, a forma di croce latina, presenta una sola navata, con un portale d’ingresso del 1813 ed un altro piccolo ingresso laterale. All’interno, sull’ingresso principale, spicca l’antica cantoria. Il dipinto centrale sotto la volta, eseguito nel 1979 dal pittore D’Angelo, raffigura San Gaetano inginocchiato ed adorante davanti al Ministero di Dio. L’altare maggiore è rivestito con preziosi marmi lavorati con una difficile tecnica settecentesca di intarsio di pietra e marmi tanto rari quanto preziosi. L’abside, invece, è dominato dalla statua dell’Immacolata affiancata ai due lati e più in basso da due statue più piccole. In fondo alla chiesa ammiriamo una tipica acquasantiera scolpita in pietra locale. Dall’interno della chiesa si accede al campanile, che, alla base, presenta una forma quadrata e culmina, con pianta policentrica, in una cuspide tipicamente moresca
- Chiesa di San Mauro. Di stile tardo barocco con torre campanaria, in posizione che spazia sul golfo di Capo Palinuro
- Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo a Pisciotta, vero e proprio gioiello di arte barocca. Alla navata centrale si affiancano due ambulacri laterali, all’interno dei quali sono ubicate le cappelle di juspatronato. La navata è collegata con gli ambulacri per mezzo di archi che si elevano su grandi pilastri rettangolari. L’abside, a forma semicircolare, chiude la navata centrale e delimita un ampio presbiterio. La copertura dell’abside, a quarti di sfera, poi forma il catino. L’innesto della navata centrale con l’abside forma, a sua volta, un grande arco trionfale. Alla destra della porta centrale di ingresso insiste la Cappella del Monte dei Morti che, fino all’editto di Napoleone, era il Cimitero superiore del paese
- Chiesa di San Nicola di Mira a Centola, in stile barocco, è stata inaugurata nel 1617. Al suo interno sono conservate una croce di argento astile del 1458 con artistici stucchi seicenteschi
- Chiesa di San Nicola di Bari a Camerota, costruita nel ‘400, ove è possibile ammirare un presepe del ‘700 napoletano, una acquasantiera di pietra vulcanica del Vesuvio, una madrevite girevole in legno, lampadari in ottone pregiato, un organo di arte viennese donato dal Re di Napoli
- Santuario di Santa Sofia a Celle di Bulgheria. Al lato sinistro vi è il campanile a 4 piani con 3 campane. Di notevole bellezza è la statua della Santa con le tre figliole: Fede, Speranza e Carità, che arrivò da Napoli nel 1820. Fu costruita nel Fondo Pantrato una cappella (ancora esistente, ma non più destinata a funzioni religiose) dove veniva venerata la santa, vestita da monaca
ECONOMIA
Il territorio, in massima parte collinare, presenta un panorama colturale molto ricco e vario.
Una posizione di rilievo è assunta dal castagno da frutto, con gli ecotipi locali Nserta ed Abate.
Tra le specialità gastronomiche dei comuni del comprensorio, si trovano i piatti tipici della dieta mediterranea: pasta fatta in casa (cavatelli, fusilli, ravioli), ragù di carne caprina, polpette di carne e di patate, coniglio preparato secondo gli usi cilentani, agnello, capretto, carne bovina in genere ai ferri, melanzane e peperoni ripieni, “ciambotta” (misto di peperoni, melanzane e patate, fritto e condito con pomodoro fresco e basilico), “friarielli” (peperoni verdi fritti), “pastorelle” (crema di castagne in paste sfoglia; fritte), castagnaccio, “anginetti” (biscotti ricoperti di glassa al limone), “susamieddi” (biscotti duri al miele).
In quasi tutti i comuni, artigiani anziani lavorano i vimini. In alcuni centri del comprensorio della comunità montana è di rilievo la trasformazione dei prodotti del sottobosco o degli agrumi in liquori, sciroppi e marmellate.
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