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AGRO NOCERINO SARNESE
aree geografiche
L’Agro Nocerino Sarnese, Non Solo Pomodori San Marzano
 

L’Agro Nocerino Sarnese, situato nella pianura del fiume Sarno tra le aree urbane di Napoli e Salerno e tra le catene dei Monti Lattari e dei Monti Picentini, è definibile come un’area omogenea sia dal punto di vista geografico che economico. Comprende i Comuni di Angri, Castel San Giorgio, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, Scafati e Siano. La presenza dei vulcani nei territori vicini e la formazione geolitologica dell’Agro hanno dato luogo ad un terreno particolarmente fertile, sia in virtù degli apporti piroclastici, sia della stratificazione e combinazione fisico -chimica di materiali alluvionali, trasportati anche dal fiume Sarno. Ulteriore ricchezza è data anche dalla rilevante presenza di sorgenti di acque minerali in tutto il territorio, soprattutto nelle zone pedemontane.

La morfologia del territorio e la sua antica origine hanno prodotto nel tempo un sistema di beni artistico - ambientali ricco ed articolato: l’area archeologica di Nuceria Alfaterna, città che gareggiava con Pompei per importanza, i tracciati delle antiche vie consolari (fra cui la Via Popilia) e le torri ed i castelli sorti lungo i percorsi storici nei punti ritenuti più adatti alla difesa del territorio dimostrano la detta antichità e la storica continuità degli insediamenti nell’Agro Nocerino Sarnese.

STORIA

In epoca pre-romana l’area era governata dalla città di Nuceria Alfaterna, capitale della confederazione sannitica, che si estendeva dalle porte di Napoli fino al Golfo di Salerno, comprendendo le città di Ercolano, Pompei, Stabia e Sorrento. Quando nel 216 a.C. Annibale distrusse Nocera, i profughi crearono insediamenti sparsi in tutto il territorio fondando i nuclei abitativi basilari dei vari Comuni.

Nella storiografia locale, tutta la campagna dell’Ager Nucerinus viene associata alla stessa sorte delle campagne pompeiane, che subirono l’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. Anche nell’alto Medioevo gli abitanti di Nocera, di cui i singoli paesi erano "casali", oppressi dalle continue invasioni dei barbari, presero a stanziarsi sempre più nelle località limitrofe consolidando i confini e la territorialità dei comuni costituitisi, che subirono le invasioni longobarde, saracene, la dominazione normanna, sveva, angioina ed aragonese.

Come loro padroni, si succedettero numerosi signori fino al 1806 quando cessò la feudalità e divennero tutti Comuni autonomi.

 

FOKLORE E MANIFESTAZIONI

  • Sagra del baccalà e sfizi vari, legata alla festività della Madonna di Costantinopoli A Castel San Giorgio (giugno)
  • Festa del Majo, organizzata dai sindaci di Roccapiemonte e Nocera Superiore. La manifestazione, che risale all’inizio del Seicento, consiste nel trasportare in corteo dei ramoscelli verdi adorni di fiori e di foglie, simbolo della fecondità della vegetazione. I sindaci dei due comuni si incontrano con i rispettivi cortei nel piazzale della Basilica di Materdomini, si scambiano le fusciacche e poi entrano in chiesa: un ricordo dell’omaggio, oggi rappresentato da tre alberelli, che feudatari e soldati porgevano all’abate del convento. Altamente simbolico è l’Intreccio, spettacolo di danze durante il quale i ballerini si intrecciano reggendo fra le mani dei rami flessibili di vite pieni di fiori (1° maggio)
  • Festività della Madonna delle Galline (prima Domenica dopo Pasqua) a Pagani. Parallelamente alla processione un gran numero di persone si riunisce nel paese per danzare e suonare fino a notte inoltrata, grazie al Festival della musica e delle tradizioni popolari. Questo curiosa festa religiosa, dal nome insolito, si rifà ad un episodio leggendario: un’effigie della Madonna, sotterrata anticamente per sottrarla alla temperie iconoclasta o alle scorribande saracene, fu rinvenuta grazie al "raspare" di alcune galline. In realtà, si ha notizie che già dal VII secolo i contadini paganesi offrissero in dono delle galline come devozione alla Vergine. Al culto dell’immagine dette un forte impulso la guarigione di uno storpio avvenuta agli inizi del secolo XVII e attribuita all’intervento della "Madonna delle Galline" che rievoca l’antica venerazione della dea Demetra, divinità protettrice della natura e delle messi
  • Palio ad Angri, con cavalli e cavalieri in costumi d’epoca con corsa nei sacchi, scalata del palo spalmato di sapone liquido e gara della tiella, consistente nello staccare con i denti una moneta attaccata sul fondo nero di una padella (settembre)
  • Sagra della ciliegia primitiva a Siano (maggio)
  • Festività della Patrona Madonna delle Vergini a Scafati, il cui culto è collegato alla protezione pubblica delle fanciulle nubili cui i cittadini fornivano la dote; essa ha come avvenimento centrale la discesa della statua della Madonna dall’altare e la processione della stessa lungo le strade della città fino alla domenica successiva allorché la sacra immagine viene ricondotta all’altare (luglio)
  • Pomodoro Dop, convegno e rassegna musicale a San Marzano sul Sarno (settembre)
  • Sagra del corbarino a Corbara (pomodorini a piennolo, cosiddetti perché conservati in grappoli appesi ad un filo di spago) (agosto)
  • Rievocazione in costumi medioevali dell’elezione del sindaco a Sant’Egidio Monte Albino (settembre)
  • Festività del Santo Patrono Valentino Martire a San Valentino Torio, con varie manifestazioni culturali inerenti il tema dell’amore (febbraio)
  • Jazz in parco, rassegna di musica, arte e gastronomia a Nocera Inferiore (primavera)
  • Processione dei paputi, membri delle sette confraternite, che sfilano in processione a Sarno portando delle croci di legno, tra i canti dei fedeli. Vestiti ed incappucciati con tuniche bianche (solo la Confraternita di San Matteo indossa cappucci rossi, altri colori prevalenti sono il celeste e il viola), salgono alla Collegiata di San Matteo attraverso il borgo detto Terravecchia, mimando l’ascesa di Cristo sul Golgota (venerdì santo)

       

MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI

  • Villa Calvanese con parco, gioiello di architettura ed ingegneria idraulica, ricco di vasche e fontane ottocentesche a Castel San Giorgio
  • Battistero di Santa Maria Maggiore "La Rotonda", fondata nella seconda metà del VI sec. d. C. a Nocera Superiore. Si tratta di un edificio rotondo a pianta centrale, diviso da una doppia fila di colonne su cui poggia una grandiosa cupola. All’interno, oltre agli splendidi pavimenti musivi policromi, si conserva una cappella di età medievale con resti di affreschi del ‘300-‘400. Questa ricca iconografia mariana rende il monumento uno dei più significativi di tutta la Valle del Sarno
  • Chiesa del Santo Patrono Giovanni Battista a Roccapiemonte, già citata nel 1081, arricchita dalla Cappella di Santa Maria delle Grazie, nella quale troneggia una bella immagine dell’Immacolata
  • Chiesa della Madonna delle Galline (Madonna Incoronata del Carmine) a Pagani, con ampia aula in stile barocco. Il Cassettonato risale agli inizi del ‘700 e vi sono 21 dipinti che raffigurano la vita della Beata Vergine Maria, gli Angeli ed i Santi
  • Castello Doria, sede del Municipio, ad Angri, costruito in zona quasi pianeggiante. Risale al 1290 quando Carlo II d’Angiò, detto lo zoppo, assegnò il feudo di Angri al milite regio Pietro De Braheriis o Braherio con i Doria fu annesso al Castello un principesco parco, oggi villa comunale. Il Castello è diviso in tre blocchi: le due torri concentriche o Torrione, il cortile d’ingresso con lo scalone settecentesco ed il palazzo vero e proprio
  • Chiesa del Santo Patrono Rocco a Siano. Si tratta di due edifici contigui, nati entrambi come congreghe: quella del SS. Rosario e quella dei SS. Sebastiano e Rocco. La facciata a due ordini con paraste è settecentesca, mentre il campanile è del secolo scorso. Nell’interno sono da segnalare il vecchio fonte battesimale, una serie di tele settecentesche, la statua lignea settecentesca di San Rocco ed una cripta per i defunti, forse precedente alla chiesa settecentesca
  • Chiesa della Santa Patrona Maria delle Vergini a Scafati, costruita nei primi anni del ‘500, che conserva, al suo interno, un pregevole patrimonio artistico. Un grande polittico cinquecentesco, attribuito al pittore Decio Tramontano, sovrasta l’altare maggiore. Pregevole è, inoltre, lo statua lignea della Santa Vergini, datata 1713 e attribuita allo scultore Nicola Fumo
  • Museo Archeologico a San Marzano sul Sarno, con reperti che risalgono all’età del ferro, fra cui corredi sepolcrali, vasi decorati con disegni geometrici, ceramiche etrusche
  • Grotta del Caprile a Corbara
  • Valle delle Fontanelle e vallone del Lupo per praticare il parapendio a Sant’Egidio Monte Albino
  • Chiesa Madre di San Giacomo Maggiore Apostolo, che conserva le reliquie di San Valentino Martire, patrono degli innamorati. In essa è possibile ammirare, inoltre, pregevoli dipinti della scuola del famoso Solimena, un polittico dell’autorevole artista Andrea Sabatino, detto da Salerno, e contemporaneo di Giotto, datato 1511, raffigurante la Madonna delle Grazie tra quattro santi, la tela di Sant’Ignazio e la tavola dell’artista Marco Pino, discepolo di Michelangelo, raffigurante l’Ultima Cena, datata 1582
  • Museo Provinciale dell’Agro Nocerino, che conserva interessanti reperti antichi e, in particolare, corredi funebri dell’età del bronzo provenienti dal territorio di San Marzano, ceramiche di età osca ed altro materiale più tardo
  • Castello Medioevale Fienga, uno dei capisaldi del principato longobardo di Salerno. Notevole è la torre pentagonale duecentesca, dotata anche di finestre ogivali. Oggi restano solo poche strutture emergenti dal terreno e, nel sottosuolo, i sotterranei e le cucine. Ugualmente sono scomparse le tre cerchie di mura che sorgevano intorno alla collina e che nel ‘500 e nel ‘600 furono dai duchi utilizzate come recinzione per un’ampia riserva di caccia. Sulle rovine dell’edificio, alla metà dell’ ‘800, la famiglia Fienga, divenuta proprietaria della collina, fece costruire l’edificio che oggi corona la stessa, e che era fornito di bei giardini ed ospitava una notevole collezione di reperti archeologici provenienti sia da Nocera che dal territorio di Pompei e Scafati
  • Museo della Valle del Sarno, nel quale sono conservati reperti della civiltà del Sarno risalenti dall’età del ferro fino all’epoca romana

ECONOMIA

La notevole fertilità del suolo ha portato ad una redditizia pratica dell’agricoltura, innestatasi e sviluppatasi anche grazie alla bonifica borbonica che portò alla creazione di una rete di canalizzazioni per la captazione delle acque del fiume Sarno, utilizzata sia per l’irrigazione dei campi sia per lo sviluppo di attività industriali, quali quelle tessili e della lavorazione della canapa.
L’Agro Nocerino Sarnese, quindi, costituisce un contesto ambientale in cui condizioni naturali e sociali hanno consentito uno sviluppo insediativo ed economico - produttivo attivo. La conseguenza di uno sviluppo più o meno organizzato delle attività rurali, ed in particolare della coltivazione del pomodoro San Marzano Dop, del tabacco e delle fibre tessili, è stata la nascita di un polo di imprese manifatturiere collegate alla produzione agricola.

In tal senso, si è venuta a costituire nella zona una vera e propria filiera del settore agroalimentare, il cui cuore è rappresentato proprio dalla coltivazione del pomodoro e dalla sua trasformazione industriale in conserve e derivati e che si sviluppa, a monte, con la presenza di imprese meccaniche e metalmeccaniche per la costruzione di macchine industriali e di vuoti a banda stagnata destinati all’inscatolamento, ed a valle, con imprese di imballaggi in legno, plastica e cartone utilizzati nel trasporto della materia prima e del prodotto confezionato. A supporto dell’intera filiera produttiva vi sono poi numerose aziende di trasporto e di servizi. Si tratta prevalentemente di piccole imprese, spesso a conduzione familiare.

Lo sviluppo agro - industriale ha comportato una crescita del profilo socio-economico

 
 
 
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