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Alento Montestella
aree geografiche
Il territorio del Monte Stella è il nucleo originario del Cilento, quella terra posta al di qua del fiume Alento, da cui deriva il toponimo cis-eleutum, l’odierno Cilento. L’area ha come punto centrale proprio il Monte Stella (il cui crinale raggiunge un’altezza di 1131 mt, con la vetta, ove è collocato un santuario mariano, Stella Maris), attorno alle cui pendici si trovano numerosi borghi di impianto medioevale. In questo punto vi è l’abbraccio tra montagna e mare, tra cielo, terra ed acqua attraverso straordinari paesaggi definiti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
 

Il territorio del Monte Stella è il nucleo originario del Cilento, quella terra posta al di qua del fiume Alento, da cui deriva il toponimo cis-eleutum, l’odierno Cilento. L’area ha come punto centrale proprio il Monte Stella (il cui crinale raggiunge un’altezza di 1131 mt, con la vetta, ove è collocato un santuario mariano, Stella Maris), attorno alle cui pendici si trovano numerosi borghi di impianto medioevale. In questo punto vi è l’abbraccio tra montagna e mare, tra cielo, terra ed acqua attraverso straordinari paesaggi definiti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Fino ai 500 mt i fianchi della montagna sono completamente ricoperti di macchia mediterranea; al di sopra, invece, si estendono fitti boschi di castagno e querce. Anche la fauna è ricca e varia: numerosissime le specie di uccelli, insieme a volpi, faine, cinghiali e ricci. Comuni sono anche i rettili e le farfalle.

STORIA

La zona presenta ambienti e paesaggi che sono il risultato dell’interazione avutasi per millenni tra l’opera dell’uomo e l’agire della natura.

I primi insediamenti furono ad opera dei Lucani, seguiti da Greci e Romani.

Alla fine del XII sec. il centro del potere politico ed amministrativo venne spostato nel villaggio fortificato di Rocca, con l’imponente Castello, ma lo perse tra il XIV ed il XV sec.

Fino alla metà del XVI sec. la baronia dell’area conosce un periodo di unità e relativa stabilità sotto la casata dei Sanseverino. La disgregazione della baronia, in seguito alla fellonia di Ferrante Sanseverino nel 1552, sancì la divisione dei borghi in numerosi piccoli feudi. L’unica forma di unione ed identità collettiva che permase fu quella religiosa, proprio attraverso la montagna della stella, su cui venne eretto il Santuario della Madonna della Stella.

I minuscoli feudi passarono di mano in mano, subendo anche carestie e la peste del 1656.

All’inizio del 1800 la definitiva soppressione del feudalesimo lasciò un territorio profondamente segnato, che partecipò alle lotte risorgimentali che condussero all’Unità d’Italia.

FOLKLORE E MANIFESTAZIONI

  • Palio di San Matteo con gara dei gozzi a Casal Velino (19 agosto)
  • Fiera del libro a Castellabate (luglio/agosto)
  • Mostra Antiquarium a Rutino (agosto)
  • Sagra del castrato ad Ogliastro Cilento (agosto)
  • La storia di Akropolis, manifestazione storica ad Agropoli (agosto)
  • Festività di San Paolo a Lustra. Si narra che, nel suo viaggio verso Roma, San Paolo attraversasse la strada che anticamente collegava Velia a Paestum, e che attualmente collega Lustra al cimitero, e che, stanco, si riposasse su una pietra tuttora esistente detta pietra di San Paolo. Si dice che chi porta con se un pezzo di questa pietra sia immune dai morsi di serpente
  • Sagra del capicollo, della salsiccia e del vino paesani a Laureana Cilento (agosto)
  • Sagra gastronomica con degustazione di prodotti tipici a Montecorice: paste fatte a mano, pesce e prodotti paesani, vini tipici, dolci, il tutto con animazione con costumi e canti tipici (agosto)
  • Festività di San Giorgio a Cicerale con fiera con vendita di prodotti agro-alimentari, artigianato, bestiame, vestiario e piantine di ortaggi (agosto)
  • Volo dell’Angelo a Perdifumo: si rappresenta la lotta tra l’Angelo e il Diavolo, il primo sempre impersonato da un bambino, sospeso ad un cavo d’acciaio, che vince dopo un duello verbale, sul Diavolo, che recita la sua parte su un piccolo palco e indossa un’armatura o un costume rosso e nero. Interessanti sono i versi che i due protagonisti recitano, altisonanti e di stile barocco (8 e 15 agosto)
  • Festa del pescatore a Pollica (agosto)
  • Festività della Madonna della Stella ad Omignano (agosto)
  • Festa del castello a Stella Cilento (agosto)
  • Festa medioevale enogastronomica e dell’artigianato con spettacoli itineranti a Stella Cilento (agosto)
  • Sagra del cinghiale e degli strangolaprieveti (tipo di pasta) a Sessa Cilento (agosto)
  • Festività di San Nicola, vescovo di Mira, ma molto famoso in occidente a Prignano Cilento. Si narra che salvò tre giovani donne dalla prostituzione offrendo loro una borsa di danaro.  L’Opera "ri Turchi" a Prignano é un evento che si ricorda attraverso due rappresentazioni teatrali riproducenti episodi della vita del Santo. Dai tre bambini offerti dall’oste a S. Nicola come carne prelibata, al giovane Diodato ridotto in schiavitù dai Turchi. Si tratta certamente di una commistione di alcuni elementi pagani ed altri legati alla religiosità popolare, ma la rappresentazione costituisce il momento in cui i legami comunitari si saldano e fanno presa su tutta la popolazione (lunedì in albis)
  • Festività di San Filippo a Serramezzana (3 maggio)
  • Mostra artigianato e dei prodotti tipici locali a San Mauro Cilento (agosto)



MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI

  • Chiesa della Madonna delle Grazie a Casal Velino interamente ricoperta d’argento
  • Basilica Pontificia a Castellabate, di stile romanico, risale alla prima metà del XII sec. Conserva il polittico di Pavanino da Paleremo di capitale importanza per la conoscenza della pittura del ‘400 in Italia meridionale
  • Chiesa di San Michele Arcangelo a Rutino a tre navate del ‘400
  • Palazzo De Falco ad Ogliastro Cilento. Risale al XV sec. Notevole è il portale in pietra. All’interno è custodita una importante biblioteca, con manoscritti del XV sec. ed una raccolta di cimeli e testimonianze storiche. È diviso in 35 stanze
  • Antiquarium ad Agropoli, nel quale sono raccolti notevoli reperti archeologici, dalla preistoria all’età medioevale
  • Frazione di Rocca Cilento a Lustra con alcuni palazzi appartenuti a nobili famiglie (Granito, De Vita, Verrone, D’Agosto, Esposito, Rinaldi e Vaccaro). Il castello di Rocca ha una straordinaria ricchezza storica ed architettonica traduzione in pietra e stratificazione di circa mille anni di storia
  • Chiesa di Santa Maria del Paradiso a Laureana Cilento, eretta nel 1520, come testimoniato dall’iscrizione sull’antico architrave, oggi deposto sul sagrato, che riporta al centro anche la più antica traccia dello stemma di Laureana, u lauro sulla campagna. Tra gli arredi sacri di grande pregio sono alcune statue lignee di Santi
  • Chiesa di San Biagio a Montecorice, edificata nel XVI sec. con una sola navata a botte. Presenta facciata con quattro lesene e timpano, torre campanaria e cupola. Nella chiesa si notano: dipinto su tela raffigurante San Martino e tela della Vergine con le Anime Purganti. Conserva alcune tele di Matteo Cilento (1829-1916), un abile pittore-decoratore originario di San Mauro Cilento che ha lasciato numerose sue opere anche nelle chiese dei paesi limitrofi
  • Oasi di Ceraso, Bocca di fava e Corbella a Cicerale
  • Castello Vargas-Machucha a Perdifumo, del XVI sec., dall’ampio cortile in basolato ove é ancora collocata un mascherone seicentesco adibito a fontana. Qui soggiornò Gian Battista Vico; ospita una biblioteca di testi storici e critici che riguardano il grande filosofo, nonché di storia locale
  • Castello Capano a Pollica, edificato nel 1290. Particolarmente pittoresca è la possente torre a pianta quadrata, che si erge su tre piani, ciascuna con una monofora, e che domina il piccolo centro abitato. Suggestivi gli ambienti di servizio del castello ( "ugliaro", frantoio, posti di guardia, stalle), pressoché intatti nella loro semplicità. Nel Castello Capano, secondo una tradizione orale, soggiornò varie volte Sant’Alfonso De’ Liguori che raccolse, proprio a Pollica, una serie di notizie per degli appunti sulle abitudini pagane del Cilento. Una camera del castello è conosciuta come "la stanza di Sant’Alfonso"
  • Li Morge ad Omignano: si tratta di grosse pietre monolitiche, semisommerse dalla vegetazione. Ve n’è una, la più grossa, con la sommità piatta, detta "a preta Nzitata". Un uso antichissimo vuole che le donne salendo la montagna in pellegrinaggio, tirassero nove sassolini, che dovevano restare sulla sommità; in questo caso la gravidanza era assicurata; infatti "preta Nzitata" nel dialetto locale vuol dire "pietra che feconda"
  • Palazzo Vassallo a Stella Cilento, con portale in pietra e piccole torri. Denominato "castello" per la sua posizione a difesa delle abitazioni
  • Chiesa di San Salvatore a Torchiara del XVI sec., posta a guardia della città, che custodisce alcuni tesori d’arte tra cui il polittico della Trasfigurazione
  • Palazzo Coppola a Sessa Cilento, edificato fra 1750 ed il 1800. Il palazzo sorge in posizione isolata rispetto alle abitazioni ed è visibile da lontano. Ha pianta quadrata con corte interna, da cui partono due androni che portano al piano superiore. Il palazzo si disloca su tre livelli, i primi due più bassi, il primo usato come deposito, il secondo destinato alla servitù, il terzo destinato alla famiglia. La facciata è divisa in tre ordini di finestre: al piano basso vi sono degli oblò in pietra, al secondo delle finestre con inferriate, al terzo balconi sagomati in pietra locale. La parte più antica dell’edificio è la torre che risale al 1400, a pianta quadrata ed alta 20 metri, appartenente alla famiglia Altomare
  • Palazzo Cardone a Prignano Cilento, costruito intorno al 1700, quando i Cardone furono nominati marchesi di Prignano; il palazzo appare in tutta la maestosità delle sue tre ali, i terrazzi, il tetto spiovente con gli annessi comignoli ed il vecchio parafulmini, a sinistra e a destra dell’ingresso due torri merlate. All’interno della recinzione muraria un largo viale centrale lastricato ed ornato da grossi pilastri costruiti in pietra a testimonianza di un antico splendore e la stalla per i cavalli. Accanto all’ingresso dell’ortale, una grata, piccola e spessa, appartiene alla stanza adibita a prigione. Il grande portale, in arenaria, si apre su un ampio cortile, con cisterna centrale e la scala che si biforca per condurre ai piani superiori: due piani e una soffitta con finestre ad arco in pietra, nella quale sono ancora conservati antichi mobili. Durante la seconda guerra mondiale, il palazzo fu usato anche come ospedale militare dai Tedeschi
  • Chiesa cimiteriale di San Nicola a Serramezzana. Edificata nel 1072, con affreschi del XVI sec.
  • Museo - biblioteca "Eleusa" a San Mauro Cilento, che custodisce testi antichi, manoscritti, reperti archeologici e della cultura socio – religiosa

       

       

ECONOMIA

Nell’area prevale una produzione agricola di qualità:olio d’oliva in primo luogo, di vini Doc, di fichi, salumi e latticini. Molti di questi prodotti si possono gustare nelle numerose aziende agrituristiche della zona che continuano le tradizioni secolari delle produzioni locali e dei piatti tipici, coniugando sapientemente anche la vocazione turistica.

Un turismo che permette di riscoprire i luoghi e le tradizioni, insieme a quelle legate all’artigianato.

 

 

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Testi: Stefania Maffeo

 
 
 
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