TURISMO LENTO • CAMPANIA FELIX • ALTA E MEDIA VALLE DEL SELE
Alla scoperta delle Mofete e del culto di Mefite nell’entroterra salernitano
C’è un luogo nell’entroterra campano dove la terra respira. Lo si sente davvero: un sibilo sottile che sale dal suolo, un fremito antico che rimanda a epoche in cui gli uomini ascoltavano il mondo con umiltà e meraviglia. Siamo nell’Alta e Media Valle del Sele, nel comprensorio di Oliveto Citra, un angolo di Campania ancora genuino, autentico, quasi segreto e proprio per questo straordinario.
Qui, tra faglie millenarie, boschi silenziosi e uliveti affiorano le Mofete: emissioni naturali di gas dal sottosuolo, che hanno affascinato e intimorito generazioni di antichi popoli italici, e che oggi costituiscono una delle esperienze più originali e coinvolgenti che si possano fare in questa parte del Sud Italia.
Le Mofete: quando la geologia diventa magia
Le Mofete sono fenomeni inseribili in un contesto tettonico: emissioni fredde di anidride carbonica e altri gas, in primis anidride solforosa e benzene, che filtrano attraverso le faglie del terreno. Non è raro trovarle in Italia, ma qui il fenomeno si presenta eccezionale per una ragione precisa: le esalazioni si manifestano sia sul suolo asciutto sia nelle acque, regalando uno spettacolo doppio, quasi surreale, dove il suolo freme e le sorgenti gorgogliano come acque vive.
Camminare su questi terreni, con la guida esperta dell’associazione Mefitis, significa imparare a leggere il paesaggio con occhi nuovi: a riconoscere le linee di faglia, a comprendere la geologia viva che ci sta sotto i piedi, ad avvertire quella sottile eccitazione che si prova quando ci si rende conto che la Terra non è uno sfondo inerte, ma un organismo pulsante.
La dea Mefite: tra vita, latte e misteri ctoni
Ma questo territorio non è solo geologia: è storia profonda, mitologia, spiritualità. Le popolazioni osco-sannite veneravano in questi luoghi una divinità ambivalente e potentissima: Mefite, dea delle acque sulfuree e delle emanazioni telluriche, figura bifronte che incarnava insieme la vita e la morte, la fertilità e il mondo dei morti.
Divinità del latte e della nutrizione, connessa ai riti oracolari, paragonabili, per certi versi, a quelli della Pizia di Delfi e di altri grandi centri di culto del Mediterraneo antico, Mefite era invocata con offerte e sacrifici in luoghi dove la terra stessa sembrava parlare. Quei luoghi erano qui, lungo le sponde del Sele, dove ancora oggi si può percepire, quasi fisicamente, il peso di quella sacralità ancestrale.
Sostare in questi spazi evocativi, ascoltare il racconto delle pratiche rituali di divinazione, immaginare le processioni di popoli italici tra questi stessi paesaggi: è un’esperienza che tocca qualcosa di profondo, qualcosa che va oltre il semplice interesse storico.
La Madonna delle Grazie: dove il sacro si sovrappone al sacro
Lungo il percorso s’incontra un gioiellino dell’architettura rustica medievale, poco valorizzato nelle guide turistiche: la chiesa della Madonna delle Grazie, risalente al XV secolo, ma nata probabilmente su una struttura più antica preesistente, di cui non si hanno notizie, e poi ancora rivisitata nell’ ottocento. Essa è ubicata, non a caso, proprio nei pressi dei luoghi dell’antico culto italico, in prossimità di campi coltivati da contadini devoti che si rivolgevano alla Madonna per invocarne i favori e per ringraziare del raccolto. La sovrapposizione del sacro cristiano su quello pagano è qui evidentissima e affascinante.
Al suo interno si conservano pregevoli opere di scuola napoletana: una statua lignea e una pala d’altare, entrambe raffiguranti la Madonna delle Grazie, oltre a frammenti di affreschi ed altre decorazioni. Ma il dettaglio che sorprende è uno solo: la Madonna scopre una mammella, identificandosi, con tale gesto inconsueto, anche come Madonna del Latte, Qui il collegamento con la dea Mefite, anch’essa dea della nutrizione e del latte, è tutt’altro che casuale. È il filo ininterrotto che lega tremila anni di fede e devozione popolare, di continuità culturale che sopravvive ai secoli e ai cambiamenti di religione.
L’associazione Mefitis: passione, competenza, territorio
Dietro questa esperienza c’è l’associazione Mefitis, che gestisce e promuove il territorio con una dedizione che si sente ad ogni passo. Le guide che accompagnano i visitatori, Marzia Spera e Maria Rosaria Coglianese, rispettivamente geologa e archeologa, non si limitano a trasmettere informazioni: le vivono, le raccontano con una passione autentica che rende l’ escursione un’esperienza coinvolgente e memorabile.
Competenza scientifica e abilità comunicativa si integrano in guide professionali che sanno far emozionare tanto lo studioso quanto il visitatore curioso. Grazie alla strumentazione messa a disposizione è possibile ascoltare letteralmente il “respiro della terra”, un momento che difficilmente dimentica chi lo ha vissuto, nonché visualizzare la dinamica di espansione delle emanazioni gassose telluriche.
Informazioni pratiche: chi può partecipare
Il percorso è accessibile e non richiede una preparazione atletica particolare: anche chi non è esperto di trekking può affrontarlo senza difficoltà, immerso in un paesaggio naturale di rara bellezza. L’unica eccezione riguarda cani e bimbi piccoli: per loro il percorso non è adatto in quanto potrebbero risentire delle emissioni gassose presenti in maggior concentrazione nella fascia d’aria più vicina al suolo.
L’escursione può essere arricchita dalla visita al museo archeologico, che ha sede nel castello locale, rendendo così la giornata un vero e proprio viaggio nella storia del territorio.
Oppure può terminare a tavola, godendo delle delizie gastronomiche offerte dai punti di ristoro della zona: primi di pasta fresca, formaggi tipici ovini e caprini, legumi, prodotti da forno e dolci, nonché vini locali, prodotti “come una volta”, per concludere piacevolmente una sosta che merita.
In un’epoca in cui il turismo di massa consuma i luoghi anziché abitarli, la Valle del Sele e il suo culto di Mefite offrono qualcosa di raro: l’incontro autentico con una terra che ha ancora qualcosa da sussurrare a chi sa ascoltare. Basta avvicinarsi, e sentire.
Per informazioni e prenotazioni: Associazione Mefitis •